- Clinical Studies On Education
- Summary
Course Syllabus
Titolo
L’educazione contemporanea tra inter-detti e non detti.
Un'analisi pedagogico - clinica delle dimensioni latenti dei professionisti, delle équipe e dei dispositivi educativi.
Argomenti e articolazione del corso
A partire dal dibattito sviluppato in chiave trans-disciplinare tra il modello della clinica della formazione nei suoi intrecci con il sapere pedagogico e il sapere psicoanalitico, il corso intende interrogare il rapporto tra cultura degli affetti e sapere dell'educazione, con un’attenzione mirata ai processi di cura delle latenze che interconnettono il sapere dei professionisti, dei gruppi e delle organizzazioni. Il corso approfondirà il contributo che tali paradigmi offrono alla costruzione di una postura professionale che sappia coniugare una lettura in profondità dei disagi che affliggono fasce sempre più ampie della popolazione giovanile, fin dalla prima infanzia, a una lettura dei processi che si svolgono nella quotidianità dei servizi, per promuovere la generatività di azioni educative sostenute da una tenuta del desiderio degli educatori che perduri nel tempo.
Il corso di taglio teorico - esperienziale, approfondirà i costrutti teorici suddetti e i nodi concettuali più rilevanti attraverso lezioni frontali che verranno poi declinate in esperienze che vedranno come protagonisti i processi di rielaborazione in piccolo e grande gruppo.
Obiettivi
Gli obiettivi principali dell’insegnamento riguardano la promozione della capacità di riflessione, analisi critica, comprensione pedagogica dei processi e delle pratiche educative nelle loro dimensioni manifeste e latenti, con particolare riferimento alle conoscenze e alle competenze relative agli aspetti dellla cultura organizzativa, del funzionamento dell équipe, e di una formazione professionale orientata a una crescita degli affetti nella loro declinazione personale, collettiva e politica nei diversi sevizi e nella relazione con persone di età differenti (dai bambini, ai giovani, agli adulti in situazione di fragilità).
Con questo insegnamento, si intende, nel dettaglio, promuovere i seguenti apprendimenti:
1.Conoscenze e capacità di comprensione
- Conoscenza degli elementi centrali della teoria clinica della formazione, della relazione tra sapere pedagogico e sapere psicologico con particolare attenzione al contributo del paradigma psicoanalitico;
- Comprensione dell'importanza di una formazione affettiva degli educatori e dei professionisti della cura che sviluppi consapevolezze relative al ruolo cruciale della salute come risorsa e bene individuale e collettivo;
- Comprensione del ruolo degli affetti come snodi centrali per promuovere il benessere dei servizi educativi, dei gruppi di lavoro e della relazione con gli utenti;
- Comprensione delle potenzialità formative ed educative dei mediatori estetici, come linguaggi capaci di inter-connettere i paradigmi pedagogico e psicoanalitico tramite un’analisi attenta di produzioni artistiche anche auto-prodotte in gruppo, utili a sviluppare sguardi divergenti e posture implicate nel lavoro educativo.
2. Conoscenze e capacità di comprensione applicate
- Connessione fra saperi teorici e pratiche di lavoro sul campo
- Comprensione dello stretto rapporto tra dimensione educativa e storie di formazione;
- Comprensione del rapporto che si genera tra lavoro educativo e rilanci che gli episodi di vita educativa nei servizi producono sui processi di elaborazione delle équipe;
- Comprensione e auto-consapevolezza dei modelli educativi che si trasferiscono nella propria storia di formazione;
- Capacità di progettare in équipe interventi finalizzati a valorizzare il ruolo delle storie di formazione degli utenti, colte in momenti apicali di quotidianità del lavoro educativo, sapendo riconoscere lo scarto tra aspetti manifesti e dimensioni latenti.
3. Autonomia di giudizio
- Acquisire e consolidare capacità di analisi critica in profondità delle situazioni educative, utili a sviluppare una postura responsabile in situazioni educative, assumendo posizioni riflessive e meta-riflessive che supportino una postura empatica nei professionisti in relazione alle problematiche dell'utenza;
- Riconoscere la centralità degli aspetti etici e deontologici in gioco nei processi educativi.
4. Abilità comunicative
- Acquisire competenze relazionali e comunicative utili a sviluppare una lettura delle dimensioni implicite in gioco nelle relazioni educative e saperle trasferire nei diversi contesti (interni ed esterni alle organizzazioni) con un'attenzione alla presenza a sé e al proprio ruolo, giocato in una pluralità di rapporti che coinvolgono, utenti, colleghi, dirigenti di servizi e stakeholders del territorio;
- Capacità di riconoscere il ruolo istituzionale nel pensiero di una pratica pedagogica informata dal sapere degli affetti.
5. Capacità di apprendimento
- Capacità di organizzazione, rielaborazione e collegamento meta-teorico delle conoscenze sviluppate in aula;
- Capacità di sviluppare uno sguardo originale e creativo sulle scene interne ai dispositivi educativi tramite il ricorso a mediatori estetici;
- Capacità di individuare piste di ricerca e metodi per progettare interventi che tengano conto della centralità degli affetti nei processi di crescita dei professionisti e delle organizzazioni.
Metodologie utilizzate
**Il corso verrà erogato in lingua italiana.
Tutte le lezioni e le attività formative (56 ore) si svolgeranno, orientativamente, in presenza .
Le lezioni prevedono una parte di Didattica Erogativa (spiegazione teorica, approfondimento concettuale) e una parte di Didattica Interattiva svolta secondo le seguenti modalità:
- discussioni di aula;
- lavori in piccolo e grande gruppo (esempi: esercitazioni su articoli scientifici, analisi di casi professionali, lavori su produzioni artistiche, esercitazioni a partire da testimonianze di professionisti del settore educativo);
La distribuzione complessiva è quantificabile, approssimativamente, in un 50% di DE e un 50% di DI.
Materiali didattici (online, offline)
Materiali didattici
I materiali didattici di supporto e approfondimento verranno caricati sulla piattaforma on-line.
Programma e bibliografia
PROGRAMMA DEL CORSO
Il lavoro educativo e di cura presenta oggi evidenti segnali di crisi che riflettono, specularmente, alcune dimensioni della società del "controllo". La frammentazione dei legami sociali, le nuove solitudini e le nuove forme di malessere dei bambini e dei giovani, gli evidenti stati di disagio che toccano il lavoro degli educatori e dei gruppi di lavoro nei servizi educativi, sempre più esposti a logiche esproprianti la centralità del pedagogico, non possono essere disgiunte da una lettura dei fenomeni macro-sociali come l’incremento della violenza nelle sue molteplici forme e l'allontanamento delle istituzioni dai bisogni dei cittadini. Il corso intende interrogare la molteplicità dei “sintomi” di una società in cui le relazioni appaiono sempre più effimere e superficiali, oltre che segnate da profondi rimossi affettivi; sintomi che vanno pensati in stretta relazione agli interdetti che affliggono l’educazione del nostro tempo, nel quale l’educazione agita risente di una pedagogia che appare ancora troppo riduzionistica, pensata secondo logiche lineari e che evade la complessità di una riflessione profonda tra retoriche che persistono (modelli formativi stereotipati e meccanismi di difesa rigidi tanto a livello del lavoro individuale, quanto sul piano della cultura dei servizi) e esperienze educative quotidiane vissute nell’irriflessività.
A fronte di un orizzonte culturale di marcato individualismo e di una diffusa ideologia della prestazione che investe tutte le agenzie, dalla famiglia, alla scuola, al mondo del lavoro, si assiste a un impoverimento di esperienze ricche di un portato affettivo che permettano ai giovani e ai giovanissimi di vivere esperienze soggettivanti nelle quali rintracciare e coltivare il proprio desiderio. Ripensare le radici emotive del legame sociale, in un tempo segnato dalla perdita di orizzonti di senso comuni, dalla mancanza di processi educativi comunitari, mobilita un bisogno urgente di una formazione agli affetti dei professionisti e una cura dei dispositivi dei servizi a tenere viva questa dimensione tramite opportuni spazi /tempi di elaborazione che oggi appaiono sempre più carenti. Mancano tempi di sospensione in cui i momenti della quotidianità educativa possano essere ripensati, ricreati e inverati da processi di pensiero gruppale che ne permettano la rivisitazione per tornare sulla scena educativa e lavorare meglio. Ne consegue la necessità di una riflessione sul proprio posizionamento professionale, su una responsabilità interrogante e maturata in contesti protetti, sia nella formazione di base che in quella in servizio. In questa direzione una cultura degli affetti pone in essere un processo di continuità tra formazione personale, organizzativa e politica.
Una formazione agli affetti, pensata al di là di una retorica sentimentalistica, oltre a richiamare la centralità della deontologia dei professionisti, sottolinea il portato etico di un lavoro ad alta esposizione, in cui un ruolo determinante è giocato dalla storia di ogni professionista, nell’intreccio con la cultura dei servizi nei quali opera. Le latenze affettive, sempre più disconosciute e meno ascoltate, muovono nel profondo i progetti, gli interventi, le pratiche, le azioni e i contesti di chi lavora a contatto con soggetti in difficoltà, in ogni ambito del lavoro educativo (dai servizi della prima infanzia alla scuola, ai servizi educativi, alle comunità residenziali, al lavoro domiciliare etc..).
Con quale attitudine svolgere un lavoro di cura che ricomprenda un saper essere e un saper fare nutriti da un desiderio di educare che resti vivo negli anni? Ripensare in profondità le categorie di infanzia, adolescenza ed età adulta, oltre l’idealizzazione e l’invalidazione sociale che investe una rappresentazione tanto desueta quanto naturalizzata di queste età della vita, significa rimettere in circolo un pensiero critico che supporti gli educatori a far propria una cultura psico-pedagogica utile a un coinvolgimento empatico e a una postura che sappia riconoscere e rispondere alle domande dei giovani e dei giovanissimi, sapendo scorgerre tra le righe di bisogni sempre più codificati significati latenti e inediti. Assistiamo oggi al propagarsi di logica securitaria e orientata a criteri deterministici di crescita e maturazione che tende a divenire un criterio normativo a cui bambini e giovani devono aderire, a dinamiche di assoggettamento/soggettivazione che rispondono, sempre più diffusamente, a standard esterni che vengono acriticamente incorporati.
Per esercitare una professione educativa e di cura occorre, invece, costruire un’attitudine alla relazione con l’altro che non si fondi su una postura assistenzialistica o moralistico-prescrittiva, ma che convochi educatori, insegnanti e professionisti della cura ad adottare uno sguardo clinico capace di risignificare in itinere i processi agiti nel quotidiano, che spesso sfuggono a una pretesa di controllo razionale. In questa direzione i dispositivi estetici costituiscono dei preziosi mediatori per dare corpo a una formazione agli affetti e per sviluppare in modo originale e inedito la costruzione del proprio sé professionale. Guardare altrimenti significa poter sostare in una relazione con un’attitudine a non classificare e prefigurare gli effetti dell’intervento. I linguaggi artistici allenano all’esperienza della sorpresa, mobilitando una qualità della presenza “generativa”. La fruizione artistica invita a fare dell’esperienza d’aula un dispositivo teatrale, di duplicazione della vita, immergendosi in esperienze sinestetiche che consentono di trascendere la mera quotidianità, cogliendone il valore simbolico implicito.
La finalità del corso è offrire un’esperienza formativa e didattica in cui ogni singolo studente e il gruppo possano usufruire di un sapere articolato che pensi la stretta sinergia tra sviluppo affettivo e costruzione di un pensiero critico e divergente, orientato a sviluppare processi auto-consapevolezza che pongano i futuri educatori all'altezza della complessità delle sfide poste dal lavoro educativo odierno.
BIBLIOGRAFIA
Testi obbligatori per tutt:*
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Ulivieri Stiozzi S. (2021). La cura dello sguardo. Linguaggio degli affetti e lavoro educativo. Milano: FrancoAngeli;
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Ulivieri Stiozzi S. (2013). Sandor Ferenczi "educatore”. Eredità pedagogica e sensibilità clinica. Milano: FrancoAngeli;
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Rispetto al terzo testo in programma verrà data comunicazione agli inizi di settembre
STUDENTI ERASMUS
Gli studenti Erasmus sono pregati di mettersi in contatto con i docenti per concordare programma e bibliografia
Modalità d'esame
**L’esame consisterà in una prova orale finale.
Non sono previste verifiche intermedie.
La scelta del colloquio orale come modalità di esame risulta coerente con gli obiettivi dell'insegnamento e consente, grazie a una situazione comunicativa dialogica, di interagire con lo studente per valutarne le capacità di comprensione critica dei temi del corso, di analisi pedagogica dei testi e di connessione tra teorie e pratiche.
In particolare si verificherà:
- la capacità dello studente di sviluppare opportuni collegamenti e chiavi di lettura trasversali alle tematiche proposte nella bibliografia d’esame;
- la capacità dello studente di sviluppare opportuni collegamenti e chiavi di lettura trasversali degli argomenti affrontati nelle lezioni del corso.
Oltre alle conoscenze saranno valutate le capacità di declinare le teorie, i modelli e i contenuti presenti nei testi e nei lavori proposti in aula nella prefigurazione di interventi educativi nei contesti del lavoro di cura.
A livello specifico verranno verificate:
Conoscenza e comprensione
Verranno accertate tramite la prova orale, strutturata in domande mirate a orientare la riflessione dello studente, la conoscenza delle caratteristiche principali dei fondamenti pedagogici, con particolare riferimento al modello clinico in ambito pedagogico e alla comprensione e collocazione dei riferimenti multidisciplinari - specie per la psicoanalisi - rispetto alle dimensioni educative, implicite nell’approccio clinico in pedagogia.
**Capacità di applicare conoscenza e comprensione **
Verranno accertate le capacità di saper connettere i saperi teorici e pratici, di sapere leggere, analizzare e prospettare pedagogicamente le attività educative, di saper operare una lettura critica tesa a cogliere gli impliciti delle situazioni professionali, di saperne prefigurare gli esiti e le conseguenze degli interventi anche sul piano dell'etica e della deontologia professionale.
La valutazione sarà articolata in trentesimi, sulla base della seguente scala di valutazione:
- **Non sufficiente **
Preparazione insufficiente sui principali argomenti presenti nel programma e nella bibliografia del corso; capacità di argomentazione, analisi ed elaborazione critica molto limitate e scarsamente autonome; insufficienti capacità di connettere teoria e pratica e di individuare dei collegamenti pertinenti tra i testi e i temi del corso; competenza espositiva e lessico specifico della disciplina non corretti.
- Sufficiente – Più che sufficiente (18-23)
Preparazione generica e per alcuni aspetti incerta o lacunosa su diversi argomenti presenti nel programma e nella bibliografia del corso; capacità di argomentazione, analisi ed elaborazione critica a tratti limitate e poco autonome;difficoltà nel connettere teoria e pratica e nell’individuare dei collegamenti pertinenti tra i testi e i temi del corso;competenza espositiva e lessico specifico della disciplina parzialmente corretti.
- Discreto (24-27)
Preparazione adeguata sui principali argomenti presenti nel programma e nella bibliografia del corso, ma poco approfondita su alcuni temi maggiormente specifici; capacità di argomentazione, analisi ed elaborazione critica presente, ma non sempre puntuale e autonoma; discreta capacità di connettere teoria e pratica e di individuare dei collegamenti pertinenti tra i testi e i temi del corso; competenza espositiva e lessico specifico della disciplina in prevalenza corretti.
- Buono - Ottimo (28-30/30L)
Preparazione esaustiva e approfondita sugli argomenti presenti nel programma e nella bibliografia del corso;capacità di argomentazione, analisi ed elaborazione critica articolata e autonoma; buona/ottima capacità di connettere teoria e pratica e di individuare dei collegamenti pertinenti tra i testi e i temi del corso; buona/ottima capacità espositiva e padronanza del lessico proprio della disciplina.
Orario di ricevimento
Il ricevimento si svolgerà, previa prenotazione via mail, in modalità in presenza o a distanza.
Si invitano gli studenti interessati a inviare una mail a:
stefania.ulivieri@unimib.it.
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Durata dei programmi
I programmi valgono due anni accademici.
Cultori della materia e Tutor
Dott. Pietro Caresana
Dott. Giuseppe Dambrosio
Dott. Andrea Forria
Sustainable Development Goals
Course title
Contemporary education between interdicts and unspoken.
A pedagogical-clinical analysis of the hidden dimensions of professionals, teams and educational systems.
Topics and course structure
Starting from the transdisciplinary debate surrounding the clinical training model and its intersections with pedagogical and psychoanalytic knowledge, the course aims to explore the relationship between the culture of affects and educational knowledge, with a particular focus on the processes of caring for latencies that interconnect the knowledge of professionals, groups and organizations. The course will explore the contribution these paradigms offer to the development of a professional approach capable of combining an in-depth understanding of the disadvantages affecting ever-wider sections of the young population, from early childhood onwards, with an analysis of the processes unfolding in the day-to-day activities of services, in order to foster the generativity of educational actions supported by educators' desire to persevere over time. The theoretical-experiential course will explore the above-mentioned theoretical constructs and the most relevant conceptual issues through frontal lessons, which will then be translated into experiences focusing on the processes of re-elaboration in small and large groups.
Objectives
The main objectives of the course concern the promotion of the ability to reflect, engage in critical analysis, and demonstrate a pedagogical understanding of educational processes and practices in their overt and latent dimensions, with particular reference to knowledge and skills relating to aspects of organisational culture, team dynamics, and professional training aimed at fostering emotional growth in its personal, collective and political dimensions across different educational services and in relationships with people of different ages (from children to young people to adults in vulnerable situations).
This course is designed, specifically, to promote the following learning outcomes:*
1.Knowledge and comprehension skills
• Knowledge of the key elements of the clinical theory of training, and of the relationship between pedagogical and psychological knowledge, with particular attention to the contribution of the psychoanalytic paradigm;
• Understanding the importance of emotional training for educators and care professionals, which develops awareness of the crucial role of health as a resource and an individual and collective value;
• Understanding of the role of emotions as central hubs for promoting the well-being of educational services, work groups and relationships with service providers;
• Understanding of the formative and educational power of aesthetic mediators, as languages capable of interconnecting pedagogical and psychoanalytic paradigms through a careful analysis of artistic productions—including those self-produced in groups—which are useful for developing divergent views and attitudes relevant to educational work.
2.Applied knowledge and understanding
- Connection between theoretical knowledge and practical fieldwork;
- Understanding of the close relationship between the educational dimension and formation histories;
- Understanding of the relationship generated between educational work and the impact that episodes of educational life within services have on team processing;
- Understanding and self-awareness of the educational models that are transferred into one’s own formative history;
- Ability to design, as part of a team, interventions aimed at highlighting the role of users’ formative experiences, gathered at key moments in the day-to-day practice of educational work, recognising the gap between manifest aspects and latent dimensions.
- Autonomy of judgement
- Develop and consolidate the ability to conduct in-depth critical analysis of educational situations, useful for developing a responsible approach in educational contexts, by adopting reflective and meta-reflective l stances that foster an empathetic attitude among professionals in relation to the problems faced by service users;
- Recognise the key role played by ethical and professional conduct issues in educational processes.
- Communication skills
- Acquire interpersonal and communication skills useful for developing an understanding of the implicit aspects involved in educational relationships and being able to transfer them to different contexts (both within and outside organisations), with a focus on self-awareness and one’s own role, played out in a variety of relationships involving service providers, colleagues, service managers and local stakeholders;
- Ability to recognise the institutional role in the conception of a pedagogical practice informed by the knowledge of affections.
- Learning skills
- Ability to organise, rework and create meta-theoretical connections between the knowledge acquired in the classroom;
- Ability to develop an original and creative view of the internal dynamics of educational systems through the use of aesthetic mediators;
- Ability to identify research paths and methods for designing interventions that take into account the centrality of emotions in the growth processes of professionals and organisations.
Methodologies
The course will be delivered in Italian.
All lessons and training activities (56 hours) will, in principle, take place in person.
The lessons will consist of a part of didactic delivery (theoretical explanation, in-depth conceptual study) and a part of interactive teaching carried out in the following ways:
- classroom discussions;
- small and large group work (examples: exercises on scientific articles, analysis of professional cases, work on artistic productions, exercises based on direct testimonies from professionals in the educational sector);
The overall distribution can be approximately quantified as 50% DE and 50% DI.
Online and offline teaching materials
Teaching materials
Supporting and supplementary teaching materials will be uploaded to the online platform.
Programme and references
COURSE PROGRAMME
Educational and care work today shows clear signs of crisis that reflect, in a mirror image, certain aspects of the ‘control’ society. The fragmentation of social ties, new forms of loneliness and distress among children and young people, and the evident difficulties affecting the work of educators and teams within educational services—who are increasingly exposed to approaches that marginalise the centrality of the pedagogical—cannot be separated from an analysis of macro-social phenomena such as the increase in violence in its many forms and the distancing of institutions from the needs of citizens. The course aims to examine the multiplicity of “symptoms” in a society where relationships appear increasingly fleeting and superficial, as well as marked by deep emotional repression; symptoms that must be considered in close relation to the interdicts that afflict education in our time, in which practical education is affected by a pedagogy that still appears too reductive, designed according to linear logic which eludes the complexity of a profound reflection between persistent rhetorics (stereotyped educational models and rigid defence mechanisms both at the level of individual work and in terms of service culture) and everyday educational experiences lived in a state of thoughtlessness.
Faced with a cultural horizon marked by strong individualism and a pervasive ideology of performance that affects all institutions – from the family to schools and the workplace – we are witnessing an decline in experiences rich in emotional significance that allow young people and children to have subjective experiences in which they can discover and develop their own desires. Rethinking the emotional roots of social bonds, in an era marked by the loss of shared horizons of meaning and a lack of community-based educational processes, highlights an urgent need for professionals to be trained in emotional intelligence and for service providers to ensure that this dimension is kept alive through appropriate spaces and times of reflection, which are increasingly lacking today. There is a lack of time for suspension in which daily educational experiences can be rethought, recreated and authenticated by group thought processes that allow for their revisitation in order to return to the educational field and work in a better way. This gives rise to the need for reflection on one’s professional position, on a questioning responsibility that has been developed in safe contexts, both in initial and in-service training. In this direction, a culture of affect fosters a process of continuity between personal, organizational and political training.
Emotional training, conceived as something that goes beyond sentimental rhetoric, not only highlights the core importance of professional behaviour, but also underlines the ethical implications of a highly challenging job, in which each professional’s personal history plays a decisive role, intertwined with the culture of the services in which that professional works. Emotional latent aspects, increasingly overlooked and neglected, profoundly shape the projects, interventions, practices, actions and contexts of those who work with people in difficult situations, across all areas of educational work (from early years services to schools, educational services, residential communities, home-based care, etc.).
How should care work be carried out in a way that combines interpersonal skills and professional expertise, nourished by a desire to educate that endures over the years? To profoundly rethink the categories of childhood, adolescence and adulthood, moving away from the idealisation and social invalidation that characterise a representation of these stages of life that are as outdated as they are naturalised, means reviving a critical mindset that supports educators in appropriating a psycho-pedagogical culture that is useful for empathetic engagement and an approach capable of recognising and responding to the questions of young and very young people, discerning latent and inédite meanings between the increasingly codified lines of their needs. Today we are witnessing the propagation of a security-oriented logic, guided by deterministic criteria of growth and maturation, which tends to become a normative standard to which children and young people must conform, dynamics of subjugation/subjectification that increasingly respond to external standards which are uncritically internalized. To practise a profession in education and care, however, it is necessary to cultivate an approach to relationships with others that is not based on a welfare-oriented or moralistic-prescriptive position, but which calls upon educators, teachers and care professionals to adopt a clinical perspective capable of continuously reinterpreting the processes at work in everyday life, which often escape rational control. In this regard, aesthetic approaches constitute valuable mediators for giving substance to training in emotions and for developing one’s professional self in an original and unexpected way. Seeing things differently means being able to engage in a relationship with an attitude that avoids classifying and predicting the effects of one’s intervention. Artistic languages train us in the experience of surprise, mobilising a ‘generative’ quality of presence. Artistic engagement encourages us to turn the classroom experience into a theatrical device, aimed to a duplication of life, by immersing in synaesthetic experiences that allow to transcend mere everyday life, grasping its implicit symbolic value.
The aim of the course is to offer a educational and didactic experience in which each individual student and the group can benefit from a structured body of knowledge that considers the close synergy between emotional development and the construction of critical and divergent thinking, aimed at developing processes of self-awareness that equip future educators to meet the challenges of the educational work.The aim of the course is to provide an educational and learning experience in which both individual students and the group as a whole can benefit from a comprehensive body of knowledge that recognises the close synergy between emotional growth and the development of critical and divergent thinking, with a particular focus on fostering processes of self-awareness that will equip future educators to meet the complex challenges posed by today’s educational tasks.
BIBLIOGRAPHICAL REFERENCES
Obligatory texts for all students:
Ulivieri Stiozzi, S. (2021), La cura dello sguardo. Linguaggio degli affetti e lavoro educativo. Milano: FrancoAngeli;
Ulivieri Stiozzi, S. (2013), Sandor Ferenczi "educatore”. Eredità pedagogica e sensibilità clinica. Milano: FrancoAngeli.
Regarding the third text in the bibliography, further details will be provided in early September*
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ERASMUS STUDENTS
Erasmus students are kindly requested to contact their professors to agree on a programme and bibliography.
Assessment methods
The examination will consist on a final oral discussion.
There are no mid-term assessments.
The choice of the oral exam as the modality of the examination is coherent with the teaching objectives and allows, thanks to a dialogical communicative setting, to interact with the student in order to assess his or her ability to critically understand the course topics, to analyse education experiences and to connect theories and practices.
In particular, it will test the following points:
- the student's ability to develop appropriate connections and transversal interpretations of the topics proposed in the examination bibliography;
- the student's ability to develop appropriate connections and transversal interpretations of the topics addressed in the course lectures;
In addition to the knowledge, the ability to apply the theories, models and contents of the texts and work proposed in the classroom to interventions in the context of educational work will be evaluated.
In particular, it will be verified:
Knowledge and understanding
The knowledge of the main characteristics of the pedagogical fundamentals, with particular reference to the clinical model in pedagogy and the understanding and placement of the multidisciplinary references - especially for psychoanalysis - with respect to the educational dimensions, implicit in the clinical approach in pedagogy, will be ascertained through Oral Examination, structured in questions aimed at guiding the student's reflection on these issues.
Ability to apply knowledge and understanding
The ability to connect theoretical and practical knowledge will be ascertained, to know how to analyze and pedagogically plan educational activities, to know how to prefigure the outcomes, consequences and results of interventions also in terms of ethics and professional ethics.
Evaluation will be based on a 30-point scale, according to the following assessment criteria:
- **Inadequate **
Insufficient knowledge of the main topics covered in the syllabus and course bibliography; very limited and poorly developed ability to argue, analyse and think critically; insufficient ability to link theory and practice and to identify relevant connections between the texts and course topics; incorrect presentation skills and use of subject-specific vocabulary.
- Sufficient – More than sufficient (18–23)
General preparation, and in some respects uncertain or incomplete, on various topics covered in the syllabus and course bibliography. Arguments, analysis and critical thinking are at times limited and lack independence; difficulty in linking theory and practice and in identifying relevant connections between the course texts and topics; presentation skills and subject-specific vocabulary are partially correct.
- Adequate (24-27)
Adequate preparation on the main topics covered in the syllabus and bibliography, but lacking in depth on some more specific issues; ability to argue, analyse and engage in critical thinking is present, but not always precise or independent; reasonable ability to connect theory and practice and to identify relevant links between the texts and course topics; presentation skills and subject-specific vocabulary are generally correct.
- Good – Very Good (28–30/30)
Comprehensive and in-depth knowledge of the topics covered in the syllabus and course bibliography; ability to argue, analyse and engage in structured and independent critical thinking; good/excellent ability to link theory and practice and to identify relevant connections between the texts and course topics; good/excellent presentation skills and mastery of the vocabulary specific to the discipline.
Office hours
Receptions will be held in-person or distance mode will be provided according to the student's preference.
We invite interested students to send an email to:
stefania.ulivieri@unimib.it
Programme validity
The programs are valid for two academic years.
Course tutors and assistants
Dott. Pietro Caresana
Dott. Giuseppe Dambrosio
Dott. Andrea Forria