Syllabus del corso
Titolo
“Non si impara a cominciare”
Creatività e creazione tra filosofia e pedagogia.
Argomenti e articolazione del corso
La creatività è un termine ricorrente nel discorso pubblico, spesso banalizzata attraverso la figura del “creativo”. È ampiamente presente e discussa in ambito pedagogico, ma il più delle volte intesa quale disposizione, attitudine, un modo d’essere di alcuni soggetti, ad esempio predisposti al pensiero divergente; in tale direzione la pedagogia si confronta spesso con la psicologia e con gli approcci cognitivi.
Partendo da una preliminare chiarificazione di alcuni termini base del lessico dell’agire pedagogico (“lavoro”, “opera”, “azione”, “riproduzione”), il corso intende sostenere la necessità di aggiungere a tale vocabolario il concetto di “creazione”.
Filosoficamente, creatività e creazione si legano, ma vanno distinte, perché la creazione non è essere, ma far-essere: è atto, accadimento o evento.
C’è creazione al cuore dell’esperienza; essa interviene sempre ogni qualvolta facciamo un’esperienza che ci cambia; sperimentiamo così l’esposizione all’alterità, al nuovo.
Allora, quale rapporto si dà tra creatività e creazione?
La creazione è la punta di massima intensità della creatività; è il punto di esposizione in cui accade l’evento dell’incontro con quello che prima non c’era: quando le cose cambiano.
Presi di sorpresa, siamo chiamati a improvvisare!
Ma se la pedagogia è anche metodo, progetto e teoria, come integrare in essa quel che non si può prevedere, preparare o predisporre?
Si può dire il fiat della creazione? Esiste un sapere del creare? Come imparare a incominciare?
Obiettivi
L’insegnamento di etica della relazione ha l’obiettivo di fornire strumenti teorici che consentano allo studente di compiere una lettura dei fenomeni educativi e delle relazioni formative – in vista delle pratiche di consulenza e di coordinamento pedagogico – con particolare riferimento alla dimensione etica.
Obiettivi didattici specifici
Conoscenza e capacità di comprensione
Primo obiettivo è la familiarizzazione con uno stile di interrogazione diretto ad analizzare le categorie di pensiero che strutturano, più o meno esplicitamente, i discorsi delle scienze umane e delle relative pratiche di ricerca e di intervento. Gli studenti saranno accompagnati a riconoscere e a problematizzare le modalità interpretative e le distinzioni concettuali che orientano, nei contesti di vita, la comprensione del mondo.
Conoscenze e capacità di comprensione applicate
Secondo obiettivo è lo sviluppo della capacità di riflettere sui presupposti meno evidenti, e perciò anche più determinanti, del proprio agire (teoretico o pratico che sia) in relazione alle situazioni tipiche dei contesti educativi e formativi. Le ricadute attese riguardano l'accrescimento della sensibilità necessaria per operare in termini educativi entro contesti socioculturali differenziati, riconoscendo con sufficiente sicurezza gli orizzonti di senso in gioco, nonché le principali strutture cognitive e normative che regolano le aspettative reciproche.
Autonomia di giudizio
Terzo obiettiva è lo sviluppo di capacità d giudizio critico in situazioni di alta complessità
Abilità comunicative
Quarto obiettivo è lo sviluppo delle capacità di comunicare con efficacia a partire dalla conoscenza e utilizzo dei linguaggi e del lessico specifici della filosofia, con attenzione per la dimensione concettuale, per la stratificazione semantica dei termini-chiave, per la struttura logico-formale delle argomentazioni e per i differenti regimi di verità
Capacità di apprendimento
Quinto obiettivo è l'affinamento delle capacità di rielaborazione e di organizzazione delle conoscenze.
Metodologie utilizzate
Orientativamente tutte le attività formative previste nelle 56 ore sono svolte in presenza. Il corso dunque comprenderà: lezioni introduttive e discussioni sui temi e sulle direttrici fondamentali del percorso teorico; analisi guidata dei testi; giornate di didattica attiva con esercitazioni in classe a partire da schede e materiali audiovisivi; momenti di ricapitolazione condivisa sulla base degli schemi forniti tramite power-point o con interventi esterni, con una disribuzione complessiva approssimativamente stimabile in 80% di didattica erogativa e 20% di didattica interattiva.
Il corso è erogato in italiano.
Materiali didattici (online, offline)
Libri di testo, schede e documenti per esercitazioni e lavori di gruppo, materiali audiovisivi
Programma e bibliografia
Il corso è diviso in 2 parti:
La prima parte consiste nella chiarificazione preliminare di alcuni termini base del lessico dell’agire pedagogico.
Si divide in 3 punti:
- La “creatività” in ambito educativo e quale categoria pedagogica (attraverso la lettura dei contributi di Riccardo Massa e Piero Bertolini)
- Distinzione delle tre forme classiche dell’agire e loro rilievo educativo: “lavoro”, “opera” e “azione” (attraverso la lettura del contributo di Hannah Arendt)
- La “riproduzione”: categoria critica per pensare modelli pedagogici che hanno quale effetto quello di perpetuare l’esistente (secondo Bourdieu).
La seconda parte è un approfondimento delle categorie di creatività e creazione.
Si divide in 3 punti:
- Le grammatiche della creazione: analisi del lessico della creazione all’interno dello sfondo culturale della tradizione classica e di quella biblica (attraverso il contributo di G. Steiner).
- La creazione quale elemento caratterizzante l’esperienza e quale nucleo centrale dell’accadere educativo (grazie a Waldenfels).
- L’improvvisazione quale punta di massima intensità della creazione e suo rilievo per l’agire educativo (attraverso la lettura del saggio di Jankélévitch).
BIBLIOGRAFIA
- R. Massa, Una nuova creatività pedagogica. Intervista a Riccardo Massa, in “Pedagogika n.2-3, 2009 (pagine 39-47).
- P. Bertolini, Fenomenologia dell’avventura. Oltre il già dato, in R. Massa (a cura di), Linee di fuga. L’avventura nella formazione umana, La Nuova Italia, Firenze, 1998 (pagine 19-33).
- H. Arendt, Lavoro, opera, azione, Ombre Corte, Verona, 2021 (76 pagine).
- P. Bourdieu, La riproduzione, Guaraldi, Rimini/Firenze, 2006 (solo le pagine 23-105).
- G. Steiner, Grammatiche della creazione, Garzanti, Milano, 2003 (Solo il Capitolo I, pagine 7-63 e il Capitolo III, pagine 103-161).
- B. Waldenfels, Creatività responsiva, InSchibboleth, Roma 2022 (solo le pagine 109-179).
- V. Jankélévitch, Dell’improvvisazione, Solfanelli, Chieti, 2014 (68 pagine).
La bibliografia è per tutti.
Modalità d'esame
La prova finale consiste in un colloquio orale nel corso del quale oltre alla verifica della conoscenza del contenuto dei volumi presenti in bibliografia è prevista la discussione degli argomenti approfonditi durante il corso. Verranno valutate le capacità di analisi, di rielaborazione e di applicazione delle categorie filosofiche discusse. La scelta del colloquio orale come modalità di esame risulta coerente con gli obiettivi dell'insegnamento, in quanto consente grazie a una situazione comunicativa dialogica di interagire con lo studente per valutarne anche le capacità di comprensione critica dei temi del corso.
Non sono previste prove in itinere.
Elementi considerati per la valutazione saranno:
a. pertinenza delle risposte
b. appropriatezza terminologica
c. coerenza argomentativa
d. capacità di individuare e problematizzare nodi teorici e questioni aperte.
La valutazione sarà articolata in trentesimi, sulla base della seguente scala di valutazione:
Non sufficiente.
Sufficiente - Più che sufficiente: 18-23
Discreto: 24-27
Buono - Ottimo: 28-30/30L
Orario di ricevimento
Il Prof. Vergani riceve presso lo studio n. 4146 Tel. 4896 U6 Piano, IV (si prega di inviare preliminarmente una mail al docente, in modo da poter organizzare i colloqui). Informazioni ordinarie possono essere richieste, oltre che per e-mail, anche prima o dopo la lezione.
Durata dei programmi
I programmi valgono due anni accademici.
Sustainable Development Goals
Course title
“You Can’t Learn How to Begin”
Creativity and Creation: Between Philosophy and Pedagogy.
Topics and course structure
Creativity is a recurring term in public discourse, often trivialized through the figure of the “creative person.” It is widely present and discussed in the field of education, but is most often understood as a disposition, an aptitude, or a way of being characteristic of certain individuals—for example, those predisposed to divergent thinking; in this regard, education often intersects with psychology and cognitive approaches.
Starting with a preliminary clarification of some basic terms in the lexicon of pedagogical practice (“work,” “work of art,” “action,” “reproduction”), the course aims to argue for the need to add the concept of “creation” to this vocabulary.
Philosophically, creativity and creation are linked, but they must be distinguished, because creation is not being, but bringing into being: it is an act, an occurrence, or an event.
Creation lies at the heart of experience; it always comes into play whenever we have an experience that changes us; in this way, we experience exposure to otherness, to the new.
So, what is the relationship between creativity and creation?
Creation is the peak of creativity’s intensity; it is the point of exposure where the event of encountering what was not there before occurs: when things change.
Taken by surprise, we are called upon to improvise!
But if pedagogy is also method, project, and theory, how can we integrate into it that which cannot be predicted, prepared, or arranged?
Can we speak of the “fiat” of creation? Is there a knowledge of creating?
Objectives
The aim of this course in relational ethics is to provide the student with the theoretical tools required to read educational phenomena and relationships – with educational consultancy and coordination roles in mind – and with a focus on ethics.
Specific learning objectives
Knowledge and understanding.
The first objective is to accustom students to a style of inquiry suited to critically analysing the categories of thought that explicitly or implicitly underpin discourses in the human sciences and the associated research practices and forms of intervention. Students will be led to recognize and problematize the interpretive approaches and conceptual distinctions underpinning understandings of the world in real-life contexts.
Application of knowledge and understanding.
The second objective is to help students develop the capacity to reflect on the less obvious, and thus even more crucial, assumptions underlying their actions (whether theoretical or practical) in typical educational situations and settings. The expected learning outcome is enhanced awareness of the horizons of meaning that come into play in diverse sociocultural contexts and the main cognitive and normative structures underpinning mutual expectations in educational settings, which in turn will inform educational action.
Independence of Judgment.
The third objective is the development of critical judgment skills in highly complex situations
Communication Skills.
The fourth objective is to develop the ability to communicate effectively, based on knowledge and use of the specific language and vocabulary of philosophy, with attention to the conceptual dimension, the semantic stratification of key terms, the logical-formal structure of arguments, and the different regimes of truth.
Learning Skills
The fifth objective is to refine students’ ability to process and organize knowledge.
Methodologies
Roughly all the training activities envisaged in the 56 hours are carried out in the classroom.
The course will therefore comprise: introductory lectures and discussions on the fundamental themes and guidelines of the theoretical pathway; guided analysis of the texts; days of active teaching with in-class exercises based on worksheets and audiovisual materials; moments of shared recapitulation on the basis of the outlines provided via power-point or with external interventions, with an overall distribution estimated at approximately 80% lecture-based instruction and 20% interactive learning.
The course is delivered in Italian.
Online and offline teaching materials
Course books, PowerPoint presentations, worksheets and other documents for individual exercises and group work, audio-visual materials.
Programme and references
The course is divided into two parts:
The first part consists of a preliminary clarification of some basic terms in the lexicon of pedagogical practice.
It is divided into three sections:
- “Creativity” in the educational context and as a pedagogical category (through a reading of the writings of Riccardo Massa and Piero Bertolini)
- The distinction between the three classical forms of action and their educational significance: “labor“, ‘work’, and ”action” (using contributions by Hannah Arendt)
- “Reproduction”: a critical category for analyzing pedagogical models that perpetuate the status quo (according to Bourdieu).
The second part is an in-depth exploration of the categories of creativity and creation.
It is divided into three points:
- The grammars of creation: an analysis of the lexicon of creation within the cultural context of classical and biblical traditions (based on the contribution by G. Steiner).
- Creation as a defining element of experience and as the central core of the educational process (thanks to Waldenfels).
- Improvisation as the maximum intensity of creation and its significance for educational practice (through a reading of Jankélévitch’s essay).
BIBLIOGRAPHY
- R. Massa, Una nuova creatività pedagogica. Intervista a Riccardo Massa, in “Pedagogika n. 2-3, 2009 (pages 39-47).
- P. Bertolini, Fenomenologia dell’avventura. Oltre il già dato, in R. Massa (a cura di), Linee di fuga. L’avventura nella formazione umana, La Nuova Italia, Firenze, 1998 (pages 19-33).
- H. Arendt, Lavoro, opera, azione, Ombre Corte, Verona, 2021 (76 pages).
- P. Bourdieu, La riproduzione, Guaraldi, Rimini/Firenze, 2006 (pages 23-105 only).
- G. Steiner, Grammatiche della creazione, Garzanti, Milano, 2003 (Cap. I, pages 7-63 only and Cap. III, pages 103-161 only).
- B. Waldenfels, Creatività responsiva, InSchibboleth, Roma 2022 (pages 109-179 only).
- V. Jankélévitch, Dell’improvvisazione, Solfanelli, Chieti, 2014 (68 pages).
The bibliography is for all.
Assessment methods
The final examination consists of an oral interview in which, in addition to verifying knowledge of the content of the volumes in the bibliography, the topics discussed during the course will be discussed. The ability to analyse, rework and apply the philosophical categories discussed will be assessed. The choice of the oral interview as exam mode is consistent with the teaching objectives, as it allows, thanks to a dialogical communicative situation, to interact with the student in order to assess his or her ability to critically understand the course topics.
There are no ongoing tests.
Elements considered for evaluation will be:
a. relevance of the answers
b. terminological appropriateness
c. coherence of argumentation
d. ability to identify and problematise theoretical issues and open questions.
The evaluation will be given in thirtieths, based on the following rating scale:
Not sufficient.
Sufficient - More than sufficient: 18-23
Fair: 24-27
Good - Excellent: 28-30/30L
Office hours
Prof. Vergani receives at studio no. 4146 Tel. 4896 U6 Floor, IV (please send an e-mail to the lecturer in advance, so that interviews can be arranged). Ordinary enquiries can also be requested by e-mail before or after class.
Programme validity
The current programme is valid for two academic years.
Sustainable Development Goals
Scheda del corso
Staff
-
Mario Vergani