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Percorso della pagina
  1. Area di Scienze della Formazione
  2. Corso di Laurea Magistrale
  3. Formazione e Sviluppo delle Risorse Umane [F5703R - F5701R]
  4. Insegnamenti
  5. A.A. 2026-2027
  6. 2° anno
  1. Organizzazione dell'Azienda Internazionale
  2. Introduzione
Insegnamento Titolo del corso
Organizzazione dell'Azienda Internazionale
Codice identificativo del corso
2627-2-F5703R015
Descrizione del corso SYLLABUS
Il corso raccontato da chi lo ha vissuto

Organizzazione dell'Azienda Internazionale — 2026/2027

Una descrizione costruita dalle voci delle studentesse e degli studenti che lo hanno frequentato

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Questo testo non è una brochure e non è il programma d'esame (per quello c'è il syllabus). È il racconto del percorso fatto con le parole di chi lo ha attraversato negli anni scorsi: centinaia di elaborati finali, raccolti e restituiti qui in forma integralmente anonima. Se stai leggendo perché stai decidendo se iscriverti, è a te che parlano queste voci. Ti diranno la verità — comprese le fatiche — perché è l'unico modo perché tu possa scegliere davvero, e scegliere con senso.

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Prima di iniziare: cosa ti aspetti

Quasi tutti arrivano con la stessa idea in testa. Un corso di organizzazione dell'azienda internazionale: strategie, organigrammi, multinazionali, forse un po' di teoria da mandare a memoria per gennaio. Vale la pena partire da qui, dal pregiudizio, perché è il punto in cui probabilmente sei anche tu adesso.

> «All'inizio del semestre il mio timore era che il suo corso sarebbe stato l'ennesimo corso di organizzazione aziendale e l'ennesima volta che avrei dovuto studiare temi come Taylorismo, Toyotismo, Globalizzazione e così via.»

> «A ottobre sono arrivato in classe pensando che sarebbe stato un corso universitario come tutti gli altri: il professore sarebbe stato alla cattedra, avrebbe spiegato ciò che noi avremmo poi dovuto studiare e ci si sarebbe visti tutti a gennaio con un sacco di nozioni in testa e l'ansia di ripeterle bene.»

> «Mi aspettavo il classico professore in giacca e cravatta che ti racconta la materia, ti fa fare qualche lavoro di gruppo e alla fine del corso, vai all'esame, ti prendi il tuo voto e fine.»

E invece, fin dalle prime lezioni, qualcosa non torna. C'è chi lo dice con una punta di spaesamento — «mi sono sentita fuori luogo, come un pesce fuor d'acqua» — e chi lo mette a fuoco solo dopo:

> «Questo corso va un po' controcorrente, e la sua unicità sta proprio in questo.»

Non nasconderemo questo scarto tra attesa e realtà: è il primo dato del corso, ed è voluto. Ciò che le voci raccontano, all'unanimità, è che dall'altra parte di quello spaesamento c'è qualcosa che quasi nessuno si aspettava di trovare.

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Il cerchio, ogni mattina

La prima cosa che rompe le abitudini è un gesto piccolo. Prima di ogni lezione ci si alza, ci si mette in cerchio — il professore compreso — e ciascuno dice il proprio nome e una parola su come si sente in quel momento. C'è anche un gong, che il docente porta con sé a ogni incontro per aprire e chiudere.

> «Tutte le mattine, prima di iniziare, ci siamo messi in cerchio e abbiamo pronunciato una frase ad alta voce: "Io oggi mi sento…", per fare in modo che tutti sapessero come ci sentivamo in quel momento e per sapere noi come si sentissero gli altri.»

All'inizio sembra un rito curioso, quasi imbarazzante, facile da liquidare. Ed è proprio qui che avviene il primo cambiamento, raccontato con una sincerità disarmante:

> «Detto sinceramente, all'inizio mentivo, perché non sentivo che importasse davvero a qualcuno come stessi quel giorno.»

> «Una delle esperienze che più mi ha accompagnata in questo percorso, e che all'inizio consideravo quasi marginale, era la pratica con cui aprivamo ogni lezione: alzarci, metterci in cerchio e dire una parola su come ci sentivamo in quel momento.»

Settimana dopo settimana, quel cerchio smette di essere una formalità e diventa la soglia oltre la quale l'aula si trasforma. È il dispositivo che più di ogni altro le studentesse e gli studenti nominano quando raccontano come è nato tutto il resto.

> «Se potessi dare una forma a quest'esperienza formativa, sarebbe quella di un cerchio: un perimetro perfetto senza spigoli né angoli, dove al suo interno si è creata una comunità sicura, esclusiva ma allo stesso tempo inclusiva.»

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L'aula diventa l'oggetto di studio

Qui sta il cuore del metodo. Il corso è dichiaratamente esperienziale: più della metà del tempo si passa a fare, non ad ascoltare. E l'oggetto di studio non è là fuori, in qualche multinazionale astratta — è l'aula stessa, usata come una piccola organizzazione temporanea, con i suoi confini, i suoi ruoli, i suoi silenzi e le sue aperture. Si impara l'organizzazione “abitandone una”.

I libri non vengono spiegati dalla cattedra: si studiano e poi si presentano ai compagni, in gruppo, spesso con creatività e ironia. La scoperta, per molti, è che si può imparare così — e imparare di più.

> «Un elemento che mi ha colpita molto di questo corso è la centralità della riflessione.»

> «Le domande trasformano più delle risposte»: è persino il titolo di un capitolo da cui alcuni gruppi sono partiti, interrogandosi sul perché una buona domanda valga più di una risposta pronta.

A intrecciarsi con tutto questo ci sono le testimonianze di imprenditori e professionisti che entrano in aula, e i casi reali da analizzare. Il risultato, nelle parole di chi lo ha vissuto, è un corso che non riesci a prevedere:

> «Un corso originale, interattivo, divertente, entusiasmante, mai prevedibile; un corso che mette in primo piano la condivisione dei contenuti attraverso la creazione di una comunità che parte proprio dall'interazione tra ognuno di noi, mettendo al centro le diversità, le fragilità, i desideri e i pensieri di ciascuno.»

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La sfida vera: lavorare con chi non hai scelto

Se c'è un momento che quasi tutti indicano come il più difficile — e insieme il più formativo — è il secondo lavoro di gruppo. Il primo lo si fa con i compagni di sempre; il secondo no. I gruppi vengono rimescolati, e ti ritrovi a costruire qualcosa con persone che non conosci.

> «Quella che per molti è stata la sfida più grande del corso è stato il secondo lavoro di gruppo: non in quanto compito da svolgere, ma in quanto obbligo di uscire dalla propria comfort zone, cioè dal proprio gruppo di colleghi più vicini, e lavorare con colleghi poco conosciuti o, addirittura, sconosciuti.»

> «Di sicuro, tra i miei piani non c'era quello di fare un lavoro di gruppo con persone totalmente a caso e sconosciute.»

Questa non è una scomodità gratuita: è esattamente ciò che accade in ogni organizzazione reale, e in ogni team internazionale. La differenza è che qui la si attraversa in uno spazio protetto — e la si capisce dall'interno. Ed è qui che scatta l'apprendimento che il corpus ripete in mille modi: la diversità non è un ostacolo, è una risorsa.

> «È stato difficile inizialmente, lo ammetto, ma non ci è voluto molto per capire che cinque idee diverse non erano un ostacolo, ma una risorsa, e che ognuna, con il proprio contributo, ha permesso di ottenere un risultato migliore di quello che avremmo ottenuto se tutte e cinque avessimo avuto lo stesso modo di pensare.»

> «Grazie a questo lavoro ho capito che la diversità è ricchezza; certo, va sudata e non poco, ma ne vale la pena.»

È in questo terreno che i contenuti teorici prendono corpo. La “mappa delle culture” di Erin Meyer, per esempio, smette di essere una lettura e diventa uno strumento per leggere te stesso e gli altri:

> «Non mi sono mai chiesta cosa significa essere italiani, né in generale né sul lavoro; poi invece ho scoperto che siamo posizionati su una scala che misura i diversi tipi di leadership e di programmazione del tempo, e altri fattori ancora, e ognuno di essi cambia il modo in cui lavoriamo.»

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Le emozioni, e il coraggio di esporsi

Va detto con onestà, perché è la parte che spaventa di più: il corso ti chiede di metterti in gioco come persona, non solo come studente. Ti chiede di parlare davanti agli altri, di dire come stai, a volte di mostrare qualcosa di te. Per molti è una fatica, all'inizio.

> «All'inizio ero piuttosto scettica rispetto all'approccio del corso, soprattutto perché ci veniva richiesto, in qualche modo, di guardarci dentro: parlare di sensazioni, nominare ciò che si muoveva interiormente, esporsi in uno spazio che percepivo come formativo e non personale.»

Eppure è proprio questa richiesta a produrre l'effetto che quasi nessuno dimentica. L'aula diventa un luogo dove esporsi non fa più paura, perché nessuno giudica — e perché il primo a mettersi in gioco, a mostrarsi anche vulnerabile, è il docente.

> «Con l'avanzare del corso mi sono resa conto che questo metodo di svolgimento delle lezioni creava dentro di me meno ansia rispetto al solito, e pian piano mi sentivo molto più a mio agio.»

> «L'aula è diventata uno spazio sicuro in cui ciascuno di noi si sentiva libero non solo di esprimere emozioni e riflessioni personali, ma anche di proporre idee e modifiche alle consegne.»

Per chi teme le presentazioni in pubblico, questo diventa una palestra: si comincia in piccolo, si costruisce il coraggio un passo alla volta. E per chi con le emozioni ha un rapporto più riservato, il corso lascia comunque spazio — non pretende che tu diventi qualcuno che non sei:

> «Parlare delle mie emozioni, comprenderle, elaborarle ed esternarle a un pubblico non è proprio "il mio"; credo di essere maggiormente portato a osservare e ad ascoltare le emozioni di chi mi sta intorno.»

Questa voce conta quanto le altre: dice che c'è posto anche per i più schivi, e che la trasformazione non ha una sola forma. La misura di quanto lontano si arriva la dà, meglio di qualsiasi descrizione, chi si sorprende di sé:

> «Sono stata invitata a introdurre io l'attività di apertura all'inizio di una lezione, verso la seconda metà del corso: ho avvertito un senso di soddisfazione ed energia nell'essermi messa in gioco, e sicuramente la me di ottobre non si sarebbe mai presa il rischio di espormi così.»

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Uno sguardo nuovo

Alla domanda che il corso pone alla fine — cosa ho imparato? — la risposta più diffusa non parte dai contenuti. Parte da un cambiamento nel modo di guardare. È l'immagine che ricorre di più, in forme diverse: un paio di occhiali nuovi.

> «Questo corso mi ha dato un occhiale di lettura nuovo, di quelli che non insegnano a scuola o all'università, né che ci verrà mai fornito durante uno stage o nei soliti contesti lavorativi.»

> «Ciò che mi rimane è uno sguardo nuovo: uno sguardo che sa osservare, che sa restare e che sa tollerare l'incertezza senza viverla come un errore.»

A volte questo cambiamento è concretissimo, e riguarda il modo di stare con gli altri — di mollare un po' la presa e fidarsi:

> «Ho scoperto che quando mi permetto di lasciare andare un po' il controllo, gli altri si avvicinano di più, e che il gruppo trova spontaneamente un suo equilibrio anche senza che io debba necessariamente guidarlo.»

È qui che il pensiero di Peter Block — l'organizzazione come “comunità” e come “appartenenza” — smette di essere un concetto e diventa un'esperienza vissuta. Non lo si studia soltanto: lo si costruisce, in aula, giorno dopo giorno.

> «La classe non è più stata solo un gruppo di studenti in ascolto, ma si è davvero trasformata in una comunità di cittadini partecipanti a un raduno.»

> «Non posso non evidenziare ciò che questo corso è riuscito a creare: una vera comunità. La comunità ha prevalso sulla competizione, la collaborazione sull'individualismo.»

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Dall'aula al lavoro

Resta la domanda più pratica, quella che ogni studente onesto si pone: “tutto questo, poi, a cosa mi serve?” Il corso la prende sul serio e costruisce ponti espliciti verso i ruoli che ti aspettano — nelle Risorse Umane, nella formazione, nella consulenza, e in qualunque organizzazione che attraversi confini culturali. Le voci di chi è arrivato in fondo lo dicono meglio di qualsiasi obiettivo formativo.

> «Sono sicuro che un domani, nel mondo del lavoro, tutto ciò che ho imparato a livello umano e sociale durante questo corso sarà molto più importante di una classica lezione frontale, del leggere un libro o dello studiare ore e ore.»

> «Gli argomenti che abbiamo trattato, e in particolare “La mappa delle culture”, mi hanno portato a riconoscere come il mio interesse per il tema della diversità possa trovare un percorso nella mia futura professionalità; mi hanno persino ispirato la domanda di ricerca per la tesi.»

E per qualcuno l'apprendimento più duraturo è un modo di essere che vorrà portare, un giorno, dentro il proprio luogo di lavoro:

> «Porterò sempre con me l'atmosfera che si è creata nelle nostre lezioni, con la speranza che nel mio futuro lavorativo possa essere io stessa a favorire un clima simile a quello generato in aula, in cui ognuno si senta accolto, capito e accettato per quello che è.»

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Il gusto delle cose

Al netto delle teorie e delle competenze, quello che le studentesse e gli studenti sembrano portarsi a casa con più affetto è un certo “sapore” dell'esperienza. Alla richiesta di riassumere il corso in poche parole, uno di loro ha semplicemente elencato ciò che gli veniva in mente:

> «Condivisione, sensibilità, umanità, diversità culturali, amicizia, affetto, curiosità, comunità, rispetto, nuovi amici, incontri emozionanti, sorpresa, potenzialità, scoperte, testa e cuore, unicità, flessibilità, leggerezza, creatività, stupore, novità.»

C'è la sorpresa di scoprire lati di sé che non si conoscevano; la leggerezza di un'aula in cui si ride; la meraviglia — raccontata da più di uno — di ritrovarsi a parlare degli argomenti del corso con gli amici fuori dall'università, o addirittura a collegare quei temi alle canzoni che si amano. È un corso che continua a vivere anche quando esci dall'aula.

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In fondo: cosa ti chiede, cosa ti dà

Siamo onesti fino in fondo, perché è così che si sceglie bene.

Questo corso “ti chiede qualcosa”: di lasciare a casa l'idea del corso da subire in silenzio; di metterti in gioco davanti agli altri; di lavorare con chi non hai scelto; di tollerare, per un po', lo spaesamento di un metodo che non somiglia a nessun altro. Non è il corso più comodo che frequenterai, e la sua parte più tecnica — strategie, assetti, organigrammi delle multinazionali — è volutamente leggera: qui si guarda soprattutto alle persone, alle culture e alle relazioni che tengono insieme le organizzazioni. Se cerchi un manuale di internazionalizzazione, questa parte del racconto è importante che tu la sappia prima.

Ma se accetti l'invito, ciò che le voci promettono — con una costanza che colpisce — è un cambiamento che va oltre l'esame: uno sguardo nuovo su di te, sugli altri e sull'idea stessa di organizzazione; strumenti veri per leggere le culture e costruire comunità; e un'esperienza che, quasi tutti, dicono di non dimenticare.

> «In conclusione, voglio ringraziare perché mi ha aperto gli occhi e la mente, e mi ha fatto mettere in discussione; ed è sempre bellissimo poter riflettere su di sé e sul mondo.»

L'ultima parola la lasciamo a chi, arrivato alla fine, non l'ha sentita come una fine:

> «Grazie per averci permesso di iniziare questo percorso che, a mio parere, non è ancora concluso: anzi, è solo l'inizio.»

Se sei curioso, se hai voglia di capire le organizzazioni abitandone una, se sei disposto a metterti un po' in gioco — questo posto è per te. Ti aspetta un cerchio, ogni mattina.

Syllabus del corso

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Titolo

Organizzazione dell'Azienda Internazionale

Argomenti e articolazione del corso

Prima di entrare nel merito dei contenuti del corso, mi preme evidenziare che lo stesso è progettato in modalità marcatamente esperienziale. In particolare, oltre il sessanta per cento delle attività didattiche sono svolte in modalità attiva e interattiva. L'intenzione non implicita della proposta didattica è infatti quella di utilizzare l'aula come una "organizzazione temporanea", facendone un oggetto di ricerca, studio e scoperta, allo scopo di rendere concreti i contenuti ad oggetto del corso stesso, nel perimetro consentito dalle limitazioni dell'aula stessa. Un'enfasi particolare è inoltre data alla dimensione collaborativa e "comunitaria" dell'apprendimento e dell'organizzazione temporanea dell'aula quale suo veicolo. In questa prospettiva verrà dato agli studenti uno spazio particolare di auto-organizzazione del corso e delle modalità di valutazione, nel rispetto dei criteri indicati dalla natura accademica del percorso, e si farà un utilizzo specifico di didattica in flipped classroom. Invito gli studenti interessati, se lo ritengono e ne hanno modo, a non esitare a confrontarsi con i colleghi degli anni precedenti per avere maggiori informazioni in merito al corso e all'esperienza di apprendimento proposta. Per chiunque lo ritenga e lo desideri, non esitate a contattarmi per ulteriori domande, dubbi o curiosità, al fine di poter fare una scelta di partecipazione tanto libera quanto informata. Insegno per passione e per passione mi occupo di persone e organizzazione. Ed è la stessa passione che vorrei condividere a ciascuno di voi attraverso la didattica del percorso che vi propongo.

Un numero crescente di organizzazioni già opera, o intende operare anche al di fuori dei confini nazionali. La gestione dell'internazionalizzazione, il processo di comprensione delle culture e l'applicazione dei concetti e delle tecniche manageriali in un ambiente multinazionale sta assumendo sempre maggiore importanza. Il corso intende fornire gli strumenti necessari ad affrontare la complessità del coordinamento, della gestione e dello sviluppo delle persone e delle organizzazioni, focalizzandosi in particolare sui processi decisionali connessi al management internazionale, per la costruzione di percorsi di soddisfazione e successo a livello aziendale, di team, e individuale.

I temi trattati riguardano le conseguenze su persone, team e sistemi socio-organizzativi relative e conseguenti alle scelte strategiche che avviano processi di internazionalizzazione. Avendo presente le configurazioni degli assetti architetturali, dei processi di coordinamento e dei sistemi operativi di gestione delle risorse umane nell'azienda internazionale, il percorso intende approfondire i temi legati all'interazione fra diverse identità e culture, le loro intersezioni, e i conseguenti riflessi sui percorsi di costruzione delle identità professionali, mettendo a fuoco modelli di leadership, dinamiche di team alla luce delle differenze identitarie, di intersezione tra le identità e di interazione all'interno dei gruppi di lavoro, nonché di gestione della motivazione e di comunicazione in una prospettiva interculturale. A partire dalla comprensione delle summenzionate dinamiche si unirà inoltre una riflessione sulle modalità specifiche di azione ed intervento in contesti nei quali si intenda valorizzare oltre che rispettare la diversità e varietà di caratteristiche individuali ed interpersonali che caratterizzano sia i modi di essere che quelli di interagire, secondo la tradizione dell'organization development.

In termini più concreti, sul piano dei contenuti il percorso mette a fuoco le scelte strategiche e organizzative dei processi di internazionalizzazione e le diverse architetture con cui l'azienda internazionale presidia mercati e funzioni; i processi di coordinamento e i sistemi operativi di gestione delle risorse umane in assetti geograficamente distribuiti; le pratiche di International Human Resource Management — selezione, sviluppo, mobilità internazionale, motivazione e ricompensa — e il loro adattamento alle specificità culturali locali. Coerentemente con l'impianto esperienziale, questi contenuti non sono trattati come nozioni astratte, ma resi concreti e sperimentabili attraverso casi, testimonianze e l'uso dell'aula come organizzazione temporanea.

Agli esperti nella formazione e nella gestione risorse umane sarà, del resto, sempre più richiesto di applicare le proprie competenze e conoscenze all'interno di contesti in cui sono presenti persone con nazionalità diverse e in cui le spinte per operare in modo omogeneo ed equo nei diversi Paesi devono essere bilanciate con un'attenzione alle specificità locali. Inoltre, la complessità dei contesti unita alla ricchezza delle opportunità, richiederà una più accentuata componente nel pensare ai percorsi di crescita propri ed altrui.

In questa prospettiva, prendendo in esame temi strategici e organizzativi relativi ai processi di internazionalizzazione il corso intende dedicare un'attenzione particolare ad approfondire le dinamiche che emergono dall'interazione tra le identità, culture e appartenenze; le differenti percezioni e il valore dell'etica manageriale; l'importanza della comprensione del nesso tra culture, strutture e pratiche organizzative locali, e il modo in cui un'appropriata leadership, motivazione e comunicazione possono diventare fattori chiave per il successo di un'organizzazione nell'arena competitiva globale. Gli stessi fattori rappresentano, al contempo, elementi chiave per l'efficace funzionamento dei team di lavoro trans-nazionali e/o interculturali, nonché delle carriere dei singoli, in percorsi internazionali che possano caratterizzarsi dalla soddisfazione e dal successo.

L'intenzione didattica è dunque quella di favorire una capacità di descrivere i modi in cui le identità e le culture vanno a costituirsi a livello sociale, organizzativo ed individuale, variando e sistematicamente influenzando organizzazioni, gruppi di lavoro e individui. Tale consapevolezza e capacità di osservazione, lettura ed interpretazione rappresenta un abilitatore essenziale per riconoscere la varietà culturale in un ambiente di lavoro, e per sapere come adattare le pratiche di gestione delle risorse umane. Inoltre, il corso mira ad esaminare la complessità di gestire le persone oltre i confini in assetti distribuiti, secondo un'ampia varietà di modi con cui tali confini possono essere definiti, osservati o configurati, focalizzandosi in particolare sui processi decisionali connessi al management internazionale a supporto del successo sia dell'organizzazione nel suo insieme, sia delle singole persone nell'organizzazione. In questa prospettiva, anche alla luce dei più recenti sviluppi in merito alla gestione equa ed inclusiva di una popolazione organizzativa diversificata e plurale, il corso intende approfondire le modalità attive di sviluppo dell'azienda come comunità, ovvero come contesto caratterizzato da un attivo e positivo senso di appartenenza (belonging), nel rispetto delle identità e delle loro intersezioni ed interazioni, al fine di apprezzarne e valorizzarne il contributo unico e positivo, in un clima di apprezzamento e rispetto.

Una cura particolare è infine dedicata a rendere espliciti i ponti tra l'esperienza d'aula e la pratica professionale: i dispositivi didattici e i concetti vengono ricondotti, anche attraverso le testimonianze e i lavori applicativi, a "come si usano" nei ruoli che gli studenti ricopriranno — nelle Risorse Umane, nella formazione, nella consulenza e, più in generale, in qualunque organizzazione che attraversi confini culturali.

Il corso si rivolge dunque a tutti coloro che sono curiosi di comprendere logiche e strategie di internazionalizzazione delle imprese e più in generale le strategie delle multinazionali; interessati ad analizzare e progettare gli assetti organizzativi per l'internazionalizzazione in coerenza e collegamento, e a supporto delle strategie aziendali, comprendere meglio le logiche sottostanti le pratiche di management delle risorse umane internazionali e saper valutare come adattare le prassi di gestione e formazione delle risorse umane in funzione degli assetti organizzativi e delle specificità culturali; desiderosi di favorire e facilitare processi di crescita e sviluppo delle persone e delle organizzazioni in prospettive e contesti internazionale e interculturali; curiosi di comprendere la complessità di gestire persone di culture diverse all'interno dello stesso luogo di lavoro sia in gruppi di lavoro distribuiti geograficamente; stimolati dalla prospettiva di identificare le cause e affrontare conflitti organizzativi in contesti culturali differenti e/o eterogenei; motivati a mettere a fuoco i fattori critici di successo a livello aziendale, di team ed individuali, in contesti internazionali; e, infine attratti dall'idea di favorire una cultura attivamente inclusiva, che alimenti un senso di appartenenza e sviluppi comunità organizzativa attente a valorizzare rispettosamente il contributo unico di tutte le identità nelle loro molteplici intersezioni ed interazioni.

Obiettivi

Con questo insegnamento, con una costante e partecipata frequenza alle lezioni e alle attività connesse al corso, gli studenti saranno abilitati ed in grado di:

  1. Comprendere meglio l’intersezione tra le dinamiche organizzative nell’internazionalizzazione e i processi umani ad esse sottesi
    Acquisire la capacità di analizzare e gestire la complessità del coordinamento e dello sviluppo delle persone e delle organizzazioni in contesti multinazionali, con particolare attenzione all’impatto sul sistema sociale ed umano delle organizzazioni così come viene a configurarsi in relazione ai processi decisionali strategici che avviano l’espansione internazionale.

  2. Sviluppare competenze di lettura e gestione interculturale
    Sviluppare la capacità di osservare, leggere e interpretare come le identità e le culture si costituiscono a livello sociale, organizzativo e individuale, riconoscendo sistematicamente la loro influenza su organizzazioni, gruppi di lavoro e singoli individui.

  3. Applicare modelli di leadership e gestione team interculturali
    Acquisire strumenti pratici per la gestione di dinamiche di team caratterizzati da differenze identitarie e culturali, sviluppando modelli di leadership efficaci per contesti multinazionali e competenze nella gestione della motivazione in prospettiva interculturale.

  4. Individuare i criteri fondativi per una efficace progettazione di sistemi di gestione delle risorse umane internazionali
    Sviluppare la capacità di adattare le pratiche di gestione delle risorse umane ai diversi contesti culturali, bilanciando l’esigenza di omogeneità operativa con l’attenzione alle specificità locali.

  5. Implementare strategie di comunicazione interculturale
    Acquisire competenze avanzate nella comunicazione cross-culturale e nella gestione dei processi comunicativi in organizzazioni distribuite geograficamente, con particolare focus sull’efficacia comunicativa in team caratterizzati da elevata diversificazione e varietà di identità.

  6. Costruire organizzazioni inclusive e orientate al belonging
    Sviluppare metodologie per la creazione di contesti organizzativi caratterizzati da un senso attivo e positivo di appartenenza, valorizzando le identità, le loro intersezioni e il contributo unico di ciascun individuo in un clima di rispetto e apprezzamento reciproco.

  7. Trasferire gli apprendimenti nella pratica professionale. Collegare consapevolmente concetti ed esperienze d'aula ai ruoli professionali di destinazione (Risorse Umane, formazione, consulenza), sviluppando la capacità di tradurre la comprensione in azione organizzativa concreta.

Questi obiettivi riflettono l’approccio metodologico esperienziale del corso e la sua enfasi sulla dimensione collaborativa e comunitaria dell’apprendimento organizzativo.

In senso più specifico, il percorso intende abilitare i seguenti apprendimenti:

Conoscenza e capacità di comprensione
Al termine del percorso, lo studente avrà acquisito una conoscenza approfondita dei framework teorici e dei modelli concettuali relativi alla gestione internazionale delle organizzazioni. Comprenderà le dinamiche di interazione tra identità culturali diverse, i processi di internazionalizzazione aziendale e le configurazioni organizzative multinazionali. Dimostrerà inoltre una solida comprensione dei principi dell’organization development applicati ai contesti interculturali.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione
Lo studente sarà in grado di applicare i modelli teorici acquisiti per progettare e implementare strategie di gestione delle risorse umane in contesti multinazionali. Saprà adattare le pratiche manageriali alle specificità culturali locali, bilanciando standardizzazione globale e personalizzazione locale. Dimostrerà competenza nell’utilizzo di strumenti di coordinamento e controllo per organizzazioni distribuite geograficamente.

Autonomia di giudizio
Lo studente svilupperà la capacità di valutare criticamente le situazioni organizzative complesse caratterizzate da diversità culturale, formulando giudizi autonomi sulla sostenibilità e appropriatezza delle scelte strategiche di internazionalizzazione. Sarà in grado di identificare e analizzare i fattori etici rilevanti nelle decisioni manageriali internazionali, dimostrando discernimento nell’equilibrare esigenze organizzative globali e sensibilità culturali locali.

Abilità comunicative
Lo studente acquisirà competenze avanzate nella comunicazione interculturale, dimostrando capacità di adattare stili comunicativi a diversi contesti culturali e organizzativi. Sarà in grado di facilitare processi comunicativi efficaci in team multinazionali, utilizzando metodologie appropriate per la gestione di conflitti e negoziazioni cross-culturali. Dimostrerà inoltre competenza nel presentare analisi e proposte strategiche a stakeholder diversificati.

Capacità di apprendimento
Lo studente svilupperà autonomia nell’aggiornamento continuo delle proprie competenze relative al management internazionale, dimostrando capacità di autoriflessione sui propri bias culturali e di adattamento a contesti organizzativi in evoluzione. Acquisirà metodologie per l’apprendimento collaborativo e per lo sviluppo di comunità di pratica inclusive, preparandosi ad affrontare le sfide emergenti della gestione globale delle organizzazioni.

Metodologie utilizzate

Il corso è preminentemente experience-based, nella convinzione che questo possa favorire un reale apprendimento ed una effettiva acquisizione dei contenuti proposti.

La didattica si avvale di lezioni frontali, ma soprattutto di sperimentazioni attive, lavori di gruppo, riflessioni individuali, brevi casi e testimonianze che consentono di esplorare in contesti organizzativi reali e simulati le problematiche relative alle risorse umane internazionali.

In particolare, l'aula stessa diventa progressivamente laboratorio di sperimentazione, scoperta e costruzione di conoscenze e significati, sempre nella prospettiva dei contenuti proposti. Nel rispetto delle esigenze di ciascuno, si calgeggia, quindi, se e appena possibile, la partecipazione in presenza, giacché rappresenta un'occasione di apprendimento collettiva, non riproducibile esclusivamente attraverso uno studio individuale dei testi e dei contenuti.

Tra i dispositivi didattici ricorrenti del corso: un breve momento di apertura in cerchio all'inizio delle lezioni, per portare in aula la propria presenza e disposizione; la presentazione tra pari dei testi in modalità flipped, con ampio spazio alla rielaborazione e alla creatività; lo studio e la discussione di casi, anche con la presenza di testimoni aziendali; una sistematica cultura del feedback e dell'autovalutazione a valle delle attività; e una composizione dei gruppi che, nel corso del semestre, invita a collaborare anche al di fuori delle proprie abitudini relazionali. Questi dispositivi non sono accessori: sono il modo in cui i contenuti vengono resi concreti e trattenuti.

Nello specifico, le ore dedicate a modalità espositive dei contenuti saranno 20. le rimanenti 36 ore saranno realizzate in modalità interattica ed esperienziale. Di queste, 16 ore saranno dedicate a lavori di gruppo, alla loro presentazione e all'apprendimento in flipped classroom. 8 ore saranno dedicate a studio e discussione di casi, anche attraverso la presenza di testimoni aziendali. le restanti 12 ore saranno gestite attraverso modalità di didattica attiva, con esercizi guidati e spazio per la riflessione sull'esperienza e la sua condivisione utilizzando l'aula come proxy del proprio oggetto di studio in quanto organizzazione temporanea.

Quindi circa il 36% dell'attività didattica sarà fornita in una modalità espositiva tradizionale dei contenuti, mentre il restante 64% sarà prevalentemente fornito in modo attivo/interattivo, con una profonda attenzione alla pedagogia guidata dallo studente, alla didattica partecipativa/dialogica, all'apprendimento esperienziale e ai valori democratici, secondo la tradizione dello Sviluppo Organizzativo (Organization Development).

Materiali didattici (online, offline)

Su richiesta dei partecipanti potranno essere messi a disposizione anche ulteriori articoli integrativi (anche in lingua inglese). Eventualmente tali testi potranno essere richiesti al docente, ma non rappresenteranno materiale didattico ulteriore ed obbligatorio in vista dell'esame.

Programma e bibliografia

Testi obbligatori (per tutti gli studenti):

  • Block Peter, Community, la struttura dell'appartenenza, Ayros, Milano, 2021, pp. 256 — ISBN 979-12-80359-10-0
  • Meyer Erin, La mappa delle Culture, Roi Edizioni, Milano, 2021, pp. 224 — ISBN 978-88-36200-41-2

Testo obbligatorio aggiuntivo per gli studenti che non partecipano alle attività didattiche d'aula:

  • Mee-Yan Cheung-Judge, Linda Holbeche, Organization Development, cambiare il mondo un'organizzazione alla volta, Ayros, Milano, 2023, pp. 576 — ISBN 979-12-80359-20-9

È inoltre prevista per tutti gli studenti la lettura di un ulteriore testo, a scelta tra i seguenti:

  • Budak Alex, Changemakers, Ayros, Milano, 2025, pp. 304 — ISBN 979-12-80359-92-6
  • Ibarra Herminia, Working Identity, Ayros, Milano, 2025, pp. 224 — ISBN 979-12-80359-98-8
  • Nevis Edwin, Gestalt Consulting, Ayros, Milano, 2024, pp. 240 — ISBN 979-12-80359-73-5
  • Tim Brown, Change By Design, come il Design Thinking trasforma le organizzazioni e ispira innovazione, Ayros, Milano, 2024, pp. 240 — ISBN 979-12-80359-80-3
  • Francesca Cardona, Work Matters, fare consulenza ai Leader e alle Organizzazioni secondo la tradizione Tavistock, Ayros, Milano, 2024, pp. 192 — ISBN 979-12-80359-68-1

Modalità d'esame

Tipologia di prova e coerenza con gli obiettivi formativi

La struttura valutativa del corso riflette l’approccio metodologico esperienziale che caratterizza l’intero percorso formativo. La scelta di combinare valutazioni di gruppo, elaborati individuali e colloquio orale risponde alla necessità di verificare non solo l’acquisizione di conoscenze teoriche, ma soprattutto lo sviluppo di quelle competenze collaborative, riflessive e comunicative essenziali per operare efficacemente in contesti organizzativi internazionali e interculturali.

Il colloquio orale, della durata approssimativa di 25-40 minuti, risulta particolarmente coerente con gli obiettivi del corso in quanto permette, attraverso una situazione comunicativa dialogica, di valutare la capacità dello studente di navigare la complessità delle dinamiche interculturali, dimostrare competenze comunicative adattive e articolare riflessioni critiche sui processi di internazionalizzazione organizzativa. Questa modalità consente inoltre di apprezzare la personalizzazione degli apprendimenti e la loro integrazione con l’esperienza e l’identità particolare del singolo discente.

Percorso per studenti che partecipano alla dinamica didattica d’aula

La valutazione si articola in tre componenti integrate:

1. Consegne intermedie individuali e di gruppo (70% della valutazione finale)
Quattro assignment, due individuali e due collaborativi distribuiti durante il corso, progettati per sviluppare e valutare l’articolazione degli apprendimenti, unitamente alle competenze di lavoro in team multiculturale, problem solving collaborativo e gestione delle dinamiche di gruppo. Ogni consegna richiede l’applicazione pratica dei modelli teorici a casi organizzativi concreti, favorendo l’apprendimento esperienziale che caratterizza il corso. Le consegne intermedie seguono scadenze prefissate comunicate all’inizio del corso. In caso di impossibilità documentata a rispettare una scadenza, è possibile concordare con il docente modalità alternative di recupero entro la fine del corso, mantenendo comunque la coerenza con il percorso formativo complessivo.

2. Due lavori individuali conclusivi (30% della valutazione finale)
Elaborati di riflessione critica che permettono di valutare la capacità di sintesi personale, l’autonomia di giudizio e la competenza nell’articolare connessioni tra teoria, pratica ed esperienza personale. Questi lavori rappresentano un momento di consolidamento individuale dell’apprendimento collaborativo sviluppato durante il corso.

3. Esame orale finale opzionale (ad eventuale incremento della valutazione finale)
Colloquio della durata di 25-30 minuti sui contenuti del corso, con particolare attenzione alla capacità di connettere i diversi temi affrontati e di applicarli a situazioni organizzative complesse. Durante il colloquio sarà valorizzata la riflessione personale su cosa ha interessato maggiormente lo studente e cosa ritiene più utile per il proprio percorso professionale.

Il voto finale per gli studenti che partecipano alla dinamica d’aula si compone della somma pesata delle consegne intermedie (70%) e dei lavori individuali conclusivi (30%), per un massimo di 30 punti. L’esame orale opzionale permette di incrementare il voto finale fino a un massimo di 3 punti aggiuntivi, consentendo il raggiungimento della lode per le eccellenze. La partecipazione all’orale è consigliata per chi desidera approfondire la discussione del proprio percorso di apprendimento o migliorare la valutazione complessiva.

Percorso alternativo per studenti che non partecipano alla dinamica didattica d’aula

Per chi non partecipa alle attività d’aula, è previsto un percorso che mantiene il rigore valutativo attraverso modalità diverse:

1. Project work individuale (40% della valutazione finale)
Un elaborato di analisi approfondita che applica i concetti del corso a un contesto organizzativo internazionale specifico. Il lavoro deve integrare la prospettiva dell’Organization Development (Cheung-Judge/Holbeche), l’analisi culturale (Meyer) e le strategie per lo sviluppo del senso di appartenenza (Block). Il project work deve essere consegnato almeno tre giorni prima dell’appello d’esame prescelto.

Il formato è libero (presentazione, rapporto scritto di 15-20 pagine, o video di 15-20 minuti) e deve includere:

  • Analisi del contesto organizzativo in prospettiva internazionale
  • Applicazione dei modelli teorici studiati
  • Valutazione critica delle dinamiche interculturali
  • Proposte di intervento per favorire l’inclusione e il belonging

Si ricorda che per questo percorso la bibliografia d’esame comprende i testi di Block, Budak, Ibarra, Meyer e Cheung-Judge/Holbeche (in sostituzione di Nevis), tutti elementi essenziali per la costruzione del project work e la preparazione dell’esame orale.

2. Esame orale (60% della valutazione finale)
Colloquio della durata di 30-35 minuti che verifica la padronanza della bibliografia alternativa e la capacità di collegare i contenuti teorici con il project work realizzato.

Criteri di valutazione

La valutazione seguirà i seguenti parametri, in coerenza con i Descrittori di Dublino:

Conoscenza e comprensione: Padronanza dei modelli teorici dell’internazionalizzazione organizzativa, dei framework interculturali e dei principi dell’Organization Development.

Capacità di applicazione: Competenza nel tradurre i modelli teorici in analisi di situazioni concrete e nella progettazione di interventi organizzativi culturalmente sensibili.

Autonomia di giudizio: Capacità di valutazione critica delle dinamiche organizzative interculturali e di formulazione di giudizi autonomi bilanciando esigenze globali e sensibilità locali.

Abilità comunicative: Efficacia nella comunicazione adattiva, capacità di articolare analisi complesse e di facilitare processi dialogici in contesti di diversità.

Capacità di apprendimento: Riflessività sul proprio percorso formativo, consapevolezza dei propri bias culturali e capacità di apprendimento continuo e collaborativo.

Scala di valutazione

Non sufficiente (0-17/30): Comprensione lacunosa dei modelli teorici, difficoltà nell’applicazione pratica, scarsa capacità di analisi critica delle dinamiche interculturali.

Sufficiente (18-23/30): Conoscenza generale dei contenuti con alcune incertezze, capacità di base nell’applicazione dei modelli, limitata elaborazione personale.

Buono (24-27/30): Padronanza sicura dei contenuti, buona capacità di applicazione e analisi, discreta autonomia nel collegare teoria e pratica.

Ottimo (28-30/30): Padronanza completa e approfondita, eccellente capacità di analisi critica e applicazione creativa, piena autonomia di giudizio.

Lode: Eccellenza in tutte le dimensioni valutative con contributi originali e capacità di innovazione nell’applicazione dei modelli.

Fattori integrativi di valutazione

Per gli studenti che partecipano attivamente alla dinamica didattica d’aula, costituiranno elementi positivi nella valutazione finale:

  • La partecipazione attiva, curiosa e critica alle attività d’aula
  • Il contributo costruttivo alla creazione di una comunità di apprendimento inclusiva
  • La capacità di utilizzare l’aula come laboratorio di sperimentazione organizzativa
  • La disponibilità a mettersi in gioco nelle attività esperienziali

Verbalizzazione

Gli esiti delle valutazioni saranno comunicati attraverso la piattaforma e-learning. Per il percorso con dinamica d’aula, la verbalizzazione avverrà dopo il completamento di tutte le componenti valutative. Gli studenti del percorso alternativo riceveranno l’esito complessivo al termine dell’esame orale.

Nota personale del docente

Come anticipato nella mia comunicazione iniziale in apertura del percorso, durante l’esame mi interesserà particolarmente comprendere cosa vi ha colpito maggiormente del percorso e cosa ritenete più utile per il vostro futuro professionale. Questa domanda non è accessoria ma centrale nella mia concezione della valutazione: ritengo infatti che la personalizzazione degli apprendimenti e la loro integrazione con l’esperienza e l’identità particolare di ciascuno rappresentino elementi essenziali per garantire il mantenimento nel tempo delle competenze acquisite e massimizzarne l’utilizzo effettivo nei contesti professionali che affronterete.

Orario di ricevimento

Il ricevimento studenti si tiene di norma a cadenza settimanale. Il dettaglio degli orari sarà disponibile sulla piattaforma di e-learning successivamente all'inizio delle lezioni didattiche.
L'orario e il giorno di ricevimento possono subire (in situazioni eccezionali) delle variazioni anche in prossimità della data fissata. Si suggerisce pertanto agli studenti di ricontrollare sempre gli avvisi pubblicati dal docente prima di presentarsi.
Nella prospettiva di favorire un dialogo ed un confronto aperto e attivo, a supporto dell’apprendimento, il docente rimane a disposizione degli studenti del corso anche al di fuori degli orari di ricevimento, invitandoli a non esitare a contattarlo, se di necessità.

Durata dei programmi

I programmi valgono due anni accademici.

Cultori della materia e Tutor

Sustainable Development Goals

ISTRUZIONE DI QUALITÁ | PARITÁ DI GENERE | LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA | IMPRESE, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE | RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE | CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI
Esporta

Course title

International Business Organization and Management

Topics and course structure

Before addressing the course content specifically, I want to emphasize that this program is designed with a distinctly experiential approach. More than sixty percent of educational activities are conducted in active and interactive formats. The explicit intention of this pedagogical proposal is to utilize the classroom as a “temporary organization,” making it an object of research, study and discovery, with the purpose of making concrete the course content within the constraints permitted by the classroom environment itself. Particular emphasis is placed on the collaborative and “community” dimension of learning, with the temporary classroom organization serving as its vehicle. From this perspective, students will be given special space for self-organization of the course and evaluation methods, while respecting the criteria indicated by the academic nature of the program, and specific use will be made of flipped classroom pedagogy. I encourage interested students, if they deem it appropriate and have the opportunity, not to hesitate to discuss with colleagues from previous years to obtain more information about the course and the proposed learning experience. For anyone who considers it desirable, please do not hesitate to contact me for further questions, doubts or curiosities, in order to make a participation choice that is both free and informed. I teach with passion and it is with passion that I engage with people and organizations. It is this same passion that I would like to share with each of you through the pedagogy of the program I propose.

A growing number of organizations already operate, or intend to operate, beyond national borders. The management of internationalization, the process of understanding cultures, and the application of managerial concepts and techniques in a multinational environment is assuming ever greater importance. The course aims to provide the necessary tools to address the complexity of coordination, management and development of people and organizations, focusing particularly on decision-making processes connected to international management, for building paths of satisfaction and success at the corporate, team and individual levels.
The topics addressed concern the consequences for people, teams and socio-organizational systems resulting from strategic choices that initiate internationalization processes. With consideration for the configurations of architectural arrangements, coordination processes and operational human resource management systems in international companies, the program intends to examine themes related to the interaction between different identities and cultures, their intersections, and the consequent reflections on the construction of professional identities. The focus will be on leadership models, team dynamics in light of identity differences, intersections between identities and interactions within work groups, as well as motivation management and communication from an intercultural perspective. Building from understanding these aforementioned dynamics, there will also be reflection on specific methods of action and intervention in contexts where the intention is to value as well as respect the diversity and variety of individual and interpersonal characteristics that characterize both ways of being and ways of interacting, according to the organization development tradition.
In more concrete terms, at the level of content the program focuses on the strategic and organizational choices of internationalization processes and the different architectures through which the international company oversees markets and functions; coordination processes and operational human resource management systems in geographically distributed arrangements; and International Human Resource Management practices — selection, development, international mobility, motivation and reward — and their adaptation to local cultural specificities. Consistent with the experiential approach, these contents are not treated as abstract notions, but are made concrete and open to experimentation through cases, testimonials and the use of the classroom as a temporary organization.
Experts in training and human resource management will increasingly be required to apply their competencies and knowledge within contexts where people of different nationalities are present and where pressures to operate homogeneously and equitably across different countries must be balanced with attention to local specificities. Furthermore, the complexity of contexts combined with the richness of opportunities will require a more pronounced component in thinking about growth paths for oneself and others.
From this perspective, examining strategic and organizational themes related to internationalization processes, the course intends to dedicate particular attention to exploring the dynamics that emerge from interaction between identities, cultures and belongings; different perceptions and the value of managerial ethics; the importance of understanding the connection between cultures, structures and local organizational practices, and how appropriate leadership, motivation and communication can become key factors for an organization’s success in the global competitive arena. These same factors simultaneously represent key elements for the effective functioning of transnational and intercultural work teams, as well as individual careers, in international paths that can be characterized by satisfaction and success.
The pedagogical intention is therefore to foster the ability to describe the ways in which identities and cultures constitute themselves at social, organizational and individual levels, varying and systematically influencing organizations, work groups and individuals. Such awareness and capacity for observation, reading and interpretation represents an essential enabler for recognizing cultural variety in a work environment and for knowing how to adapt human resource management practices. Additionally, the course aims to examine the complexity of managing people across boundaries in distributed arrangements, according to a wide variety of ways in which such boundaries can be defined, observed or configured, focusing particularly on decision-making processes connected to international management in support of success both for the organization as a whole and for individual people within the organization. From this perspective, also in light of recent developments regarding equitable and inclusive management of a diversified and plural organizational population, the course intends to explore active methods for developing the company as a community, that is, as a context characterized by an active and positive sense of belonging, while respecting identities and their intersections and interactions, in order to appreciate and value their unique and positive contribution in a climate of appreciation and respect.
Particular care is finally devoted to making explicit the bridges between the classroom experience and professional practice: teaching devices and concepts are connected, also through testimonials and applied work, to “how they are used” in the roles students will go on to hold — in Human Resources, training, consulting and, more generally, in any organization that crosses cultural boundaries.
The course is therefore addressed to all those who are curious to understand the logic and strategies of business internationalization and more generally the strategies of multinationals; interested in analyzing and designing organizational arrangements for internationalization in coherence and connection with, and in support of, business strategies; seeking to better understand the underlying logic of international human resource management practices and knowing how to evaluate how to adapt human resource management and training practices according to organizational arrangements and cultural specificities; desirous of promoting and facilitating growth and development processes for people and organizations in international and intercultural perspectives and contexts; curious to understand the complexity of managing people from different cultures within the same workplace both in geographically distributed work groups; stimulated by the prospect of identifying causes and addressing organizational conflicts in different and heterogeneous cultural contexts; motivated to focus on critical success factors at corporate, team and individual levels in international contexts; and finally attracted by the idea of fostering an actively inclusive culture that nourishes a sense of belonging and develops organizational community attentive to respectfully valuing the unique contribution of all identities in their multiple intersections and interactions.

Objectives

Through this course, with consistent and participatory attendance at lessons and activities connected to the program, students will be enabled and able to:

  1. Better understand the intersection between organizational dynamics in internationalization and the human processes underlying them. Acquire the ability to analyze and manage the complexity of coordination and development of people and organizations in multinational contexts, with particular attention to the impact on the social and human system of organizations as it is configured in relation to strategic decision-making processes that initiate international expansion.

  2. Develop intercultural reading and management competencies. Develop the ability to observe, read and interpret how identities and cultures are constituted at social, organizational and individual levels, systematically recognizing their influence on organizations, work groups and individual persons.

  3. Apply intercultural leadership and team management models. Acquire practical tools for managing team dynamics characterized by identity and cultural differences, developing effective leadership models for multinational contexts and competencies in motivation management from an intercultural perspective.

  4. Identify foundational criteria for effective design of international human resource management systems. Develop the ability to adapt human resource management practices to different cultural contexts, balancing the need for operational homogeneity with attention to local specificities.

  5. Implement intercultural communication strategies. Acquire advanced competencies in cross-cultural communication and management of communication processes in geographically distributed organizations, with particular focus on communication effectiveness in teams characterized by high diversification and variety of identities.

  6. Build inclusive organizations oriented toward belonging. Develop methodologies for creating organizational contexts characterized by an active and positive sense of belonging, valuing identities, their intersections and the unique contribution of each individual in a climate of mutual respect and appreciation.

  7. Transfer learning into professional practice. Consciously connect concepts and classroom experiences to the target professional roles (Human Resources, training, consulting), developing the ability to translate understanding into concrete organizational action.

These objectives reflect the experiential methodological approach of the course and its emphasis on the collaborative and community dimension of organizational learning.

More specifically, the program intends to enable the following learning outcomes:

Knowledge and Understanding
Upon completion of the program, students will have acquired in-depth knowledge of theoretical frameworks and conceptual models related to international management of organizations. They will understand the dynamics of interaction between different cultural identities, business internationalization processes and multinational organizational configurations. They will also demonstrate solid understanding of organization development principles applied to intercultural contexts.

Applying Knowledge and Understanding
Students will be able to apply acquired theoretical models to design and implement human resource management strategies in multinational contexts. They will know how to adapt managerial practices to local cultural specificities, balancing global standardization and local personalization. They will demonstrate competence in using coordination and control tools for geographically distributed organizations.

Making Judgments
Students will develop the ability to critically evaluate complex organizational situations characterized by cultural diversity, formulating autonomous judgments on the sustainability and appropriateness of internationalization strategic choices. They will be able to identify and analyze relevant ethical factors in international managerial decisions, demonstrating discernment in balancing global organizational needs and local cultural sensitivities.

Communication Skills
Students will acquire advanced competencies in intercultural communication, demonstrating ability to adapt communication styles to different cultural and organizational contexts. They will be able to facilitate effective communication processes in multinational teams, using appropriate methodologies for managing conflicts and cross-cultural negotiations. They will also demonstrate competence in presenting strategic analyses and proposals to diversified stakeholders.

Learning Skills
Students will develop autonomy in continuous updating of their competencies related to international management, demonstrating capacity for self-reflection on their own cultural biases and adaptation to evolving organizational contexts. They will acquire methodologies for collaborative learning and for developing inclusive communities of practice, preparing to address emerging challenges in global organizational management.

Methodologies

The course is predominantly experience-based, in the belief that this can promote real learning and effective acquisition of the proposed content.

The teaching uses lectures, but above all active experiments, group work, individual reflections, short cases, and testimonials that allow exploring in real and simulated organizational contexts the issues related to international human resources.

In particular, the classroom itself gradually becomes a laboratory for experimentation, discovery, and construction of knowledge and meanings, always from the perspective of the proposed content. Respecting the needs of everyone, if and when possible, participation in person is encouraged, as it represents a collective learning opportunity, not reproducible solely through individual study of texts and content.

Among the course’s recurring teaching devices: a brief opening “check-in” in a circle at the start of lessons, to bring one’s presence and disposition into the classroom; peer presentation of the texts in flipped mode, with ample space for reworking and creativity; the study and discussion of cases, also with the presence of business witnesses; a systematic culture of feedback and self-assessment following the activities; and a group composition that, over the course of the semester, invites students to collaborate beyond their usual relational habits. These devices are not accessory: they are the way in which the contents are made concrete and retained.

Specifically, 20 hours will be dedicated to the expository mode of content delivery. The remaining 36 hours will be carried out in an interactive and experiential manner. Of these, 16 hours will be dedicated to group work, their presentation, and learning in a flipped classroom setting. 8 hours will be dedicated to the study and discussion of cases, also through the presence of company witnesses. The remaining 12 hours will be managed through active teaching methods, with guided exercises and space for reflection on the experience and its sharing, using the classroom as a proxy for its object of study as a temporary organization. Hence about 36% of the didactic activity will be provided in a traditional expository mode of contents, whilst the remaining 64% will be predominantly provided in an active/interactive fashion, with a deep focus on learner-led pedagogy, participatory/dialogic didactics, experiential learning and democratic values, according to the tradition of Organization Development.

Online and offline teaching materials

Upon participants' request, additional supplementary articles (also in English) can be made available. If needed, these texts can be requested from the teacher, but they will not represent additional and mandatory educational material for the exam.

Programme and references

Required texts (for all students):

•	Block Peter, Community, la struttura dell’appartenenza, Ayros, Milan, 2021, 256 pp. — ISBN 979-12-80359-10-0
•	Meyer Erin, La mappa delle Culture, Roi Edizioni, Milan, 2021, 224 pp. — ISBN 978-88-36200-41-2

Additional required text for students who do not participate in classroom activities:

•	Mee-Yan Cheung-Judge, Linda Holbeche, Organization Development, cambiare il mondo un’organizzazione alla volta, Ayros, Milan, 2023, 576 pp. — ISBN 979-12-80359-20-9

A third text is also envisaged, to be chosen among the following:

•	Budak Alex, Changemakers, Ayros, Milan, 2025, 304 pp. — ISBN 979-12-80359-92-6
•	Ibarra Herminia, Working Identity, Ayros, Milan, 2025, 224 pp. — ISBN 979-12-80359-98-8
•	Nevis Edwin, Gestalt Consulting, Ayros, Milan, 2024, 240 pp. — ISBN 979-12-80359-73-5
•	Tim Brown, Change By Design, come il Design Thinking trasforma le organizzazioni e ispira innovazione, Ayros, Milan, 2024, 240 pp. — ISBN 979-12-80359-80-3
•	Francesca Cardona, Work Matters, fare consulenza ai Leader e alle Organizzazioni secondo la tradizione Tavistock, Ayros, Milan, 2024, 192 pp. — ISBN 979-12-80359-68-1

Assessment methods

Type of Assessment and Alignment with Educational Objectives

The assessment structure of the course reflects the experiential methodological approach that characterizes the entire educational program. The choice to combine group assessments, individual assignments, and oral examination responds to the need to verify not only the acquisition of theoretical knowledge, but above all the development of those collaborative, reflective, and communicative competencies essential for operating effectively in international and intercultural organizational contexts.

The oral examination, lasting approximately 25-40 minutes, is particularly aligned with the course objectives as it allows, through a dialogic communicative situation, to evaluate the student’s ability to navigate the complexity of intercultural dynamics, demonstrate adaptive communication competencies, and articulate critical reflections on organizational internationalization processes. This modality also enables appreciation of the personalization of learning and its integration with the particular experience and identity of each individual learner.

Program for Students Participating in Classroom Teaching Dynamics

The assessment is structured in three integrated components:

1. Individual and Group Intermediate Assignments (70% of final grade)
Four assignments, two individual and two collaborative, distributed throughout the course, designed to develop and evaluate the articulation of learning, together with multicultural teamwork competencies, collaborative problem solving, and group dynamics management. Each assignment requires practical application of theoretical models to concrete organizational cases, fostering the experiential learning that characterizes the course. Intermediate assignments follow predetermined deadlines communicated at the beginning of the course. In case of documented inability to meet a deadline, it is possible to arrange alternative recovery methods with the instructor within the course completion period, while maintaining consistency with the overall educational program.

2. Two Final Individual Works (30% of final grade)
Critical reflection papers that allow evaluation of personal synthesis capacity, autonomy of judgment, and competence in articulating connections between theory, practice, and personal experience. These works represent a moment of individual consolidation of the collaborative learning developed during the course.

3. Optional Final Oral Examination (for potential grade enhancement)
Interview lasting 25-30 minutes on course content, with particular attention to the ability to connect different themes addressed and apply them to complex organizational situations. During the interview, personal reflection on what most interested the student and what they consider most useful for their professional path will be valued.

The final grade for students participating in classroom teaching dynamics consists of the weighted sum of intermediate assignments (70%) and final individual works (30%), for a maximum of 30 points. The optional oral examination allows for increasing the final grade by up to 3 additional points, enabling achievement of honors for excellence. Participation in the oral examination is recommended for those who wish to deepen discussion of their learning journey or improve their overall evaluation.

Alternative Program for Students Not Participating in Classroom Teaching Dynamics

For those not participating in classroom activities, an alternative program is provided that maintains evaluative rigor through different modalities:

1. Individual Project Work (40% of final grade)
An in-depth analytical paper applying course concepts to a specific international organizational context. The work must integrate the Organization Development perspective (Cheung-Judge/Holbeche), cultural analysis (Meyer), and strategies for developing sense of belonging (Block). The project work must be submitted at least three days before the chosen examination session.

The format is open (presentation, written report of 15-20 pages, or 15-20 minute video) and must include:

  • Analysis of the organizational context from an international perspective
  • Application of studied theoretical models
  • Critical evaluation of intercultural dynamics
  • Intervention proposals to foster inclusion and belonging

Please note that for this program, the examination bibliography includes the texts by Block, Budak, Ibarra, Meyer, and Cheung-Judge/Holbeche (replacing Nevis), all essential elements for constructing the project work and preparing for the oral examination.

2. Oral Examination (60% of final grade)
Interview lasting 30-35 minutes verifying mastery of the alternative bibliography and ability to connect theoretical content with the completed project work.

Evaluation Criteria

Evaluation will follow these parameters, in alignment with the Dublin Descriptors:

Knowledge and Understanding: Mastery of theoretical models of organizational internationalization, intercultural frameworks, and Organization Development principles.

Application Ability: Competence in translating theoretical models into analysis of concrete situations and in designing culturally sensitive organizational interventions.

Autonomy of Judgment: Capacity for critical evaluation of intercultural organizational dynamics and formulation of autonomous judgments balancing global requirements and local sensitivities.

Communication Skills: Effectiveness in adaptive communication, ability to articulate complex analyses and facilitate dialogic processes in contexts of diversity.

Learning Capacity: Reflexivity on one’s own educational journey, awareness of one’s cultural biases, and capacity for continuous and collaborative learning.

Grading Scale

Insufficient (0-17/30): Inadequate understanding of theoretical models, difficulty in practical application, poor capacity for critical analysis of intercultural dynamics.

Sufficient (18-23/30): General knowledge of content with some uncertainties, basic ability in applying models, limited personal elaboration.

Good (24-27/30): Secure mastery of content, good capacity for application and analysis, reasonable autonomy in connecting theory and practice.

Excellent (28-30/30): Complete and thorough mastery, excellent capacity for critical analysis and creative application, full autonomy of judgment.

Honors: Excellence in all evaluative dimensions with original contributions and capacity for innovation in model application.

Supplementary Evaluation Factors

For students actively participating in classroom teaching dynamics, positive elements in the final evaluation will include:

  • Active, curious, and critical participation in classroom activities
  • Constructive contribution to creating an inclusive learning community
  • Ability to use the classroom as a laboratory for organizational experimentation
  • Willingness to engage in experiential activities

Grade Registration

Evaluation results will be communicated through the e-learning platform. For the classroom dynamics program, grade registration will occur after completion of all evaluative components. Students in the alternative program will receive the comprehensive result at the conclusion of the oral examination.

Personal Note from the Instructor

As anticipated in my initial communication, during the examination I will be particularly interested in understanding what struck you most about the program and what you consider most useful for your professional future. This question is not ancillary but central to my conception of evaluation: I believe that personalization of learning and its integration with the particular experience and identity of each individual represent essential elements for ensuring long-term retention of acquired competencies and maximizing their effective use in the professional contexts you will face.

Office hours

The student reception is usually held on a weekly basis. The details of the schedule will be available on the e-learning platform after the start of the lectures.
The reception time and day may undergo changes (in exceptional situations) even close to the scheduled date. Therefore, students are advised to always recheck the notices published by the teacher before showing up.
With the aim of fostering an open and active dialogue and discussion to support learning, the teacher remains available to the students of the course even outside office hours, inviting them not to hesitate to contact him if necessary.

Programme validity

The programs are valid for two academic years.

Course tutors and assistants

Sustainable Development Goals

QUALITY EDUCATION | GENDER EQUALITY | DECENT WORK AND ECONOMIC GROWTH | INDUSTRY, INNOVATION AND INFRASTRUCTURE | REDUCED INEQUALITIES | RESPONSIBLE CONSUMPTION AND PRODUCTION
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Scheda del corso

Settore disciplinare
SECS-P/10
CFU
8
Periodo
Primo Semestre
Tipo di attività
Obbligatorio a scelta
Ore
56
Tipologia CdS
Laurea Magistrale
Lingua
Italiano

Staff

    Docente

  • Pietro Maria Renato Catania
    Pietro Maria Renato Catania

Opinione studenti

Vedi valutazione del precedente anno accademico

Bibliografia

Trova i libri per questo corso nella Biblioteca di Ateneo

Metodi di iscrizione

Iscrizione spontanea (Studente)
Iscrizione manuale

Obiettivi di sviluppo sostenibile

ISTRUZIONE DI QUALITÁ - Assicurare un'istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti
ISTRUZIONE DI QUALITÁ
PARITÁ DI GENERE - Raggiungere l'uguaglianza di genere e l'empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze
PARITÁ DI GENERE
LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA - Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti
LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA
IMPRESE, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE - Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
IMPRESE, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE
RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE - Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le Nazioni
RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE
CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI - Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

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